Una giornata di tensione, registri rimasti chiusi e valutazioni rinviate. All'IIS Aldini Valeriani di Bologna la protesta contro la riforma degli istituti tecnici voluta dal ministro Giuseppe Valditara è esplosa giovedi' 11 giugno 2026 con numeri che pesano: il 72 per cento dei consigli di classe, ovvero 23 scrutini saltati su 32 totali convocati nella prima tornata dell'8 e 9 giugno, è stato bloccato. A rivendicare il risultato sono la Rsu-Flc Cgil e un collettivo di docenti, che hanno annunciato la riprogrammazione delle valutazioni. Non un episodio isolato, ma la prima scintilla di una mobilitazione nazionale che nei prossimi giorni rischia di mandare in tilt il calendario di fine anno di centinaia di istituti tecnici italiani.
Cosa è successo all'Aldini Valeriani
Il caso bolognese è destinato a fare scuola, in tutti i sensi. Nelle aule dell'Aldini Valeriani, storico polo tecnico-industriale della città , gran parte dei docenti convocati per le operazioni di scrutinio dell'8 e 9 giugno ha disertato i consigli di classe o ha votato per il rinvio, di fatto paralizzando la chiusura dell'anno scolastico per quasi tre quarti delle classi coinvolte. La direzione scolastica ha dovuto riprogrammare le sedute. La protesta non nasce dal nulla: si lega a un percorso già avviato in città , dove diversi tecnici hanno deciso di non adottare i nuovi manuali pensati per il riordino degli indirizzi. Una rete di istituti bolognesi – Keynes, Serpieri, Belluzzi-Fioravanti, Scarabelli-Ghini – ha deliberato l'adozione alternativa per i manuali del primo anno, mentre Aldini-Valeriani e Majorana hanno scelto la non adozione.
Lo sciopero nazionale degli scrutini dal 13 al 21 giugno
Il blocco di Bologna anticipa di pochi giorni lo sciopero breve nazionale proclamato dalla Flc Cgil. Il 3 giugno 2026, proseguendo la mobilitazione relativa alla vertenza contro la riforma degli Istituti Tecnici, la FLC CGIL ha proclamato dal 13 al 21 giugno 2026 lo sciopero breve nazionale del personale docente degli istituti tecnici e degli IISS comprendenti percorsi di istruzione tecnica in occasione degli scrutini finali. Una formula chirurgica, pensata per colpire dove fa più male senza compromettere la maturità : lo sciopero sarà effettuato dal personale docente impegnato negli scrutini finali, con esclusione degli scrutini propedeutici allo svolgimento degli esami di Stato. Tradotto: gli scrutini delle quinte vanno avanti, gli esami di maturità sono al sicuro, ma per tutte le altre classi degli istituti tecnici la chiusura dell'anno può slittare.
Chi può aderire e con quali regole
La Flc Cgil ha diffuso una scheda operativa per il personale interessato. La partecipazione è aperta ai docenti degli istituti tecnici e degli IIS che comprendono percorsi tecnici, mentre il personale degli istituti professionali e dei licei resta fuori dalla proclamazione. Lo sciopero si applica al solo orario coincidente con la seduta dello scrutinio finale calendarizzato dalla scuola, con la conseguente trattenuta retributiva proporzionale. Restano salvi, come detto, gli scrutini delle quinte funzionali alla maturità .
Il caso del Fedi-Fermi e l'effetto domino
Il fronte si allarga anche fuori dall'Emilia. A Pistoia, all'IIS Fedi-Fermi, la mobilitazione è partita in anticipo e con motivazioni analoghe. I docenti contestano il taglio delle ore di alcune materie, la formula dei quattro anni a discapito dei cinque oggi previsti, una formazione propedeutica alle imprese e l'adozione di un programma che non è stato quello presentato nei mesi scorsi. Anche qui la fase finale dell'anno è stata di fatto sospesa, salvo gli scrutini delle classi quinte. Segnali simili arrivano da Torino, Firenze e dal Sud, dove la Flc Cgil rivendica un'adesione ampia alle iniziative dei giorni scorsi.
Cosa cambia con la riforma Valditara dei tecnici
La riforma contestata ha un nome e un numero precisi. Il Decreto Ministeriale n. 29 del 19 febbraio 2026, registrato dalla Corte dei Conti il 6 marzo, ridefinisce l'intero assetto ordinamentale degli istituti tecnici e si applicherà alle classi prime a partire dall'anno scolastico 2026/2027. Le critiche dei sindacati e di buona parte dei collegi docenti si concentrano su tre punti.
Addio biennio unitario
Uno degli effetti più discussi riguarda l'orientamento. Scompare il biennio unitario, che dava agli studenti più tempo per ponderare meglio le proprie scelte di orientamento, ed è previsto che la scuola possa utilizzare una quota oraria di flessibilità . Sul punto i Cobas hanno acceso un altro faro: il Consiglio Superiore della Pubblica istruzione, oltre a criticare la tempistica della riforma, avvenuta ad iscrizioni già effettuate, ha segnalato forti criticità per le scuole proprio per la nuova disciplina Scienze sperimentali. In piazza, durante il flash mob fiorentino, i manifestanti hanno usato parole nette: la cancellazione del biennio unitario costringerà gli studenti delle medie a una scelta anticipata dell'indirizzo di studio, portando con sé il rischio di abbandono scolastico.
Ore tagliate e organici a rischio
Il secondo capitolo riguarda il monte ore. Vengono eliminate 66 ore al quinto anno. Di queste, 33 vengono tolte all'italiano, un'ora a settimana, e proprio nell'anno della maturità . Per la Flc Cgil il combinato disposto di meno ore, più flessibilità e maggiore raccordo con le imprese rappresenta una torsione professionalizzante che svuota la cultura di base e mette in discussione posti di lavoro. Da qui la richiesta di un confronto vero, finora ritenuto insufficiente dal sindacato.
Adozioni alternative e boicottaggio dei libri
Il terzo fronte è quello dei manuali. Diversi collegi docenti, soprattutto in Emilia-Romagna, hanno scelto di non adottare i nuovi testi pensati per la riforma o di optare per soluzioni alternative, denunciando spese ritenute inutili a carico delle famiglie e contenuti calibrati su un impianto ordinamentale ancora oggetto di contestazione.
La class action al Presidente della Repubblica
Il salto di qualità della protesta arriva sul piano legale. Docenti e genitori hanno annunciato una iniziativa congiunta: una class action al Presidente della Repubblica, mentre la Cgil ha proclamato lo sciopero dal 13 al 21 giugno. L'obiettivo dichiarato è chiedere al Quirinale un intervento di moral suasion e, contemporaneamente, esplorare la strada del ricorso amministrativo contro il DM 29/2026. Una mossa che richiama l'analogo appello rivolto al Capo dello Stato sulle Nuove Indicazioni Nazionali per i licei, su cui la Flc Cgil ha già diffuso lettere aperte a insegnanti e famiglie.
La replica del ministro
Sul fronte opposto, il ministro Valditara ha rivendicato la bontà dell'impianto e ridimensionato la portata della mobilitazione, parlando di iniziativa politica e respingendo le accuse di tagli a materie e organici. Il sindacato risponde con i numeri: picchi di adesione molto alti nelle assemblee, con la Flc Cgil che rivendica punte significative proprio a Bologna e annuncia il proseguimento della vertenza anche oltre la finestra degli scrutini.
Cosa rischiano studenti e famiglie
Per le famiglie, la preoccupazione concreta riguarda i tempi. Lo slittamento degli scrutini significa pagelle in ritardo, comunicazioni sulle non promozioni rinviate, organizzazione delle vacanze e degli eventuali corsi di recupero da rifare. Gli istituti dovranno riconvocare i consigli di classe entro i termini compatibili con il calendario regionale e con le scadenze amministrative. Per gli studenti delle quinte, invece, la garanzia è netta: gli scrutini propedeutici alla maturità sono esclusi dallo sciopero e si svolgeranno regolarmente. Resta sullo sfondo l'incognita dell'anno scolastico 2026/2027, quando il nuovo ordinamento entrerà in vigore per le classi prime: nei prossimi giorni si capirà se la vertenza riuscirà a incidere sul testo della riforma o se la partita si sposterà definitivamente nei tribunali amministrativi.
Fonti
- FLC CGIL (2026). Riforma degli Istituti tecnici: la FLC CGIL proclama lo sciopero degli scrutini dal 13 al 21 giugno.
- Ministero dell'Istruzione e del Merito (2026). Decreto ministeriale n. 29 del 19 febbraio 2026 concernente l'attuazione degli articoli 26 e 26-bis del decreto-legge 23 settembre 2022, n. 144.
- USR Emilia-Romagna (2026). D.M. 29 del 19-02-2026 – Riforma Istituti Tecnici a.s. 2026-27.
