A cinque giorni dall'avvio della Maturita' 2026, in programma per mercoledi' 18 giugno 2026, il caso del liceo classico Vincenzo Monti di Cesena esce dalla cronaca locale e diventa scontro politico nazionale. Il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, in un'intervista pubblicata sabato 13 giugno 2026 dal quotidiano Il Tempo, ha alzato i toni: 'Con questo Governo e con me come Ministro dell'Istruzione e del Merito l'indottrinamento a scuola non e' piu' tollerato'. Nel frattempo, sul piano amministrativo, l'Ufficio scolastico regionale per l'Emilia-Romagna ha chiesto chiarimenti alla dirigenza dell'istituto sulla sanzione inflitta a due studenti maturandi che avevano esposto, dalla finestra dell'aula, uno striscione con la scritta 'L'Italia agli italiani'.
Cosa e' successo al liceo Monti di Cesena
I fatti risalgono all'ultimo giorno di lezione. Durante la festa di fine anno scolastico, mentre nel cortile si celebrava la chiusura dell'attivita' didattica, due studenti hanno appeso a una finestra del liceo classico Monti uno striscione con la scritta 'L'Italia agli italiani'. I ragazzi sono stati rapidamente identificati dal corpo docente, che ha rimosso lo striscione e avviato un procedimento disciplinare. Al termine degli scrutini, per i due maturandi e' arrivata la decisione del consiglio di classe: 6 in condotta e l'obbligo di preparare una tesina riparatoria da discutere all'esame di Stato.
Uno dei due studenti coinvolti, Enrico Fiumana, 18 anni, ha rivendicato pubblicamente la natura del gesto. Il maturando ha parlato di un messaggio di speranza e di amore per la nazione ispirato a una frase di Giosue' Carducci, respingendo l'accusa di razzismo e rilanciando con polemica sulla presenza, tollerata in aula, di bandiere palestinesi.
La tesina riparatoria e il libro di Barbujani
Al centro del caso c'e' soprattutto il contenuto del compito assegnato ai due ragazzi. La tesina dovra' affrontare i temi delle leggi razziali, della Giornata del Ricordo e dovra' confrontarsi con il saggio 'Gli africani siamo noi' del genetista Guido Barbujani. Un percorso definito 'rieducativo' dai detrattori, che ha trasformato un episodio scolastico in caso politico e mediatico.
Sul punto si e' espresso direttamente il ministro: il direttore dell'Ufficio scolastico regionale ha chiesto al liceo di motivare l'attinenza fra il contenuto della tesina e la condotta sanzionata. La domanda, di fatto, e' una sola: il 6 in condotta e' stato inflitto per la mancata autorizzazione all'esposizione dello striscione (questione di disciplina) oppure per il messaggio in se' (questione di opinione)? Una distinzione tutt'altro che secondaria, perche' chiama in causa il confine fra educazione civica e liberta' di espressione degli studenti.
L'affondo di Valditara e la mossa dell'USR
Nell'intervista a Il Tempo del 13 giugno 2026, Valditara ha tenuto insieme due piani. Sul caso specifico, il ministro ha affermato che la scritta 'L'Italia agli italiani' non incita all'odio razziale e ha invitato a tenere distinta la sanzione per la violazione del regolamento dalla valutazione del contenuto del manifesto. Sul piano politico generale, l'affondo e' stato netto: 'Con questo Governo e con me come Ministro dell'Istruzione e del Merito l'indottrinamento a scuola non e' piu' tollerato'.
Valditara ha collegato il caso di Cesena a una linea piu' ampia, gia' emersa nei mesi scorsi in occasione del referendum sulla riforma Nordio, quando il ministero aveva annunciato verifiche e ispezioni sulle scuole sospettate di fare propaganda in aula. Il ministro ha sottolineato che 'in un caso e' stata irrogata una sanzione disciplinare, cosi' come ci sono state nei confronti di quei docenti che facevano propaganda a scuola insultando il governo o facendo campagna per il No al referendum', rivendicando una linea di rigore trasversale rispetto agli orientamenti politici.
La mossa amministrativa e' arrivata in parallelo. L'Ufficio scolastico regionale dell'Emilia-Romagna si e' attivato per chiedere chiarimenti alla dirigenza scolastica sullo striscione 'L'Italia agli italiani', in particolare sulla decisione della scuola di sanzionare due studenti con un sei in condotta.
La politica si spacca: Fratelli d'Italia in Parlamento e in Regione
Il caso e' stato portato in Parlamento dalla deputata di Fratelli d'Italia Alice Buonguerrieri, che ha annunciato un'interrogazione al ministro Valditara denunciando misure ritenute spropositate. La parlamentare ha parlato di sanzioni particolarmente severe: il sei in condotta, con effetti sul credito scolastico. Sul fronte regionale i consiglieri di Fratelli d'Italia Marta Evangelisti e Luca Pestelli hanno depositato una analoga interrogazione in Emilia-Romagna, contestando un impianto sanzionatorio che solleverebbe 'forti dubbi interpretativi circa la sua aderenza ai principi di proporzionalita', gradualita' e finalita' formativa'.
Sul fronte opposto, il sindacato e parte del mondo associativo difendono la scelta del liceo. La Cgil di Forli' Cesena, con la segretaria generale Maria Giorgini e con Alexander Fiorentini, segretario della Flc Cgil Forli' Cesena, ha denunciato il fatto che non si tratti di un episodio isolato, chiedendo una presa di posizione chiara della dirigente scolastica contro ogni forma di razzismo in ambito educativo. I docenti del Monti, dal canto loro, hanno raccolto in poche ore decine di firme a sostegno del proprio operato, respingendo le accuse di indottrinamento e rivendicando l'obbligo istituzionale di insegnare educazione civica e di rispondere alle domande degli studenti.
Il nodo giuridico: regolamento d'istituto, condotta e Maturita'
Sul piano strettamente tecnico, la vicenda apre piu' di un interrogativo. Il 6 in condotta, dopo la riforma introdotta dalla legge n. 150 del 2024, ha conseguenze concrete sul percorso di uno studente: incide sull'attribuzione del credito scolastico e, in caso di voto inferiore al 6, comporta la non ammissione all'esame. Nel caso di Cesena il voto e' fissato proprio sulla soglia minima, sufficiente per accedere alla Maturita' ma con ricadute sul credito.
Il secondo nodo riguarda la tesina riparatoria: si tratta di uno strumento previsto dal nuovo quadro normativo sulla condotta, che prevede attivita' di cittadinanza solidale per gli studenti sanzionati. La discussione, ora, e' se i contenuti assegnati siano coerenti con la violazione contestata o se invadano il terreno della liberta' di opinione. E' proprio su questo passaggio che l'USR ha chiesto al liceo di motivare la scelta dei testi e dei temi.
A cinque giorni dalla Maturita' 2026
Il timing rende il caso ancora piu' esplosivo. La prima prova scritta dell'esame di Stato e' fissata per mercoledi' 18 giugno 2026 e i due studenti del Monti, salvo colpi di scena, vi parteciperanno regolarmente, con la tesina riparatoria da presentare alla commissione. La vicenda ha gia' superato i confini cesenati, finendo nelle aule parlamentari, sui tavoli del Ministero dell'Istruzione e del Merito, nelle piazze sindacali.
Sullo sfondo resta la domanda di fondo che attraversa la scuola italiana da mesi: dove finisce l'educazione civica e dove inizia la liberta' di espressione degli studenti? E, dal lato dei docenti, dove finisce l'insegnamento dei valori costituzionali e dove inizia, eventualmente, la propaganda? Valditara, nell'intervista del 13 giugno 2026, ha aggiunto un'ulteriore stoccata: 'Con i precedenti governi, di tanti colori, si e' fatto finta di niente per non avere contestazioni e non essere attaccati da una certa intellighenzia subito pronta a dare del fascista'.
Una posizione che il ministro ha rilanciato anche sul fronte degli investimenti, ricordando nella stessa intervista che nel 2026 ci saranno 960 milioni di euro in piu' per la scuola italiana. La replica delle opposizioni, dei sindacati e di parte del mondo accademico non si e' fatta attendere: la scuola pubblica non e' un luogo di indottrinamento ne' di rieducazione, ma di confronto critico. Su quel crinale, fra educazione civica e liberta' di espressione, si giochera' nei prossimi giorni la coda politica del caso Monti, mentre i due maturandi si preparano a varcare la porta dell'aula d'esame.
Fonti
- Il Tempo (2026). Giuseppe Valditara: "Con noi al governo l'indottrinamento a scuola non e' piu' tollerato".
- Agenzia Dire (2026). "Punizioni spropositate": a Cesena scoppia il caso del liceo Monti, FdI interroga Valditara.
- Agenzia Nova (2026). Valditara: "Con questo governo l'indottrinamento a scuola non e' piu' tollerato".
