La filiera tecnico-professionale italiana cambia volto e il Ministero dell'Istruzione e del Merito rivendica numeri da record. Nel question time alla Camera di lunedì 15 giugno 2026, il ministro Giuseppe Valditara ha tracciato un bilancio dei due pilastri della riforma dell'istruzione tecnica: il percorso quadriennale denominato 4+2 e gli ITS Academy. Sul tavolo, l'annuncio di un orizzonte ambizioso: 100mila iscritti complessivi al quadriennale entro cinque anni, mentre gli obiettivi del PNRR sugli ITS risultano già superati.
Il question time alla Camera: cosa ha detto Valditara
Davanti all'Aula di Montecitorio, il titolare di Viale Trastevere ha risposto a un'interrogazione parlamentare sulla riforma della filiera tecnologico-professionale, illustrando l'impatto del provvedimento. La riforma 4+2, ha spiegato il ministro, fa dialogare anche nella costruzione del percorso del curriculum formativo le imprese con le scuole e con gli Its, e proprio per questo alle imprese interessa moltissimo. Una sinergia che, nelle parole del ministro, rappresenta il valore aggiunto del nuovo modello: coinvolgere il sistema produttivo nella progettazione dei curricoli, in modo da ridurre la distanza tra ciò che si studia in aula e ciò che il mercato del lavoro richiede.
L'intervento alla Camera arriva in un momento delicato per la scuola italiana: a tre giorni dalla prima prova di Maturità , con il PNRR che entra nella fase finale di rendicontazione e con il Ministero impegnato a dimostrare la tenuta delle riforme avviate nel 2022.
Cos'è la riforma 4+2 e perché se ne parla tanto
La cosiddetta filiera 4+2 prevede un percorso di studi tecnico-professionale articolato in quattro anni di scuola superiore (anziché i tradizionali cinque), seguiti da due anni di ITS Academy o, in alternativa, dall'accesso all'università . È un modello pensato per accorciare i tempi dell'istruzione tecnica, allineandola agli standard europei e creando un canale formativo continuo tra scuola, formazione terziaria e mondo del lavoro.
La novità sostanziale è proprio la cerniera con il sistema produttivo: docenti delle aziende in classe, laboratori condivisi, progettazione partecipata dei programmi. Una scelta che il Ministero considera strategica per il rilancio della competitività industriale del Paese, soprattutto nei comparti che faticano a trovare profili tecnici qualificati: meccatronica, automazione, ICT, energia, agroalimentare.
I numeri: iscritti raddoppiati e crescita record nel Mezzogiorno
Il dato politicamente più rilevante riguarda l'anno scolastico 2026/2027: gli iscritti al primo anno della filiera 4+2 sono quasi raddoppiati, passando dai 5.449 dell'anno precedente a oltre 10.500. Considerando tutti gli anni di corso, gli studenti complessivamente coinvolti nei percorsi quadriennali superano quota 20mila.
Cresce anche l'offerta: il numero delle scuole autorizzate a erogare il 4+2 è salito da 180 a 396, con oltre 600 percorsi attivati su tutto il territorio nazionale. Particolarmente significativo l'andamento nel Mezzogiorno, dove la riforma ha trovato il terreno più fertile: in alcune regioni del Sud le iscrizioni hanno registrato un'impennata superiore alla media nazionale, segnale di una domanda di formazione tecnica di alta qualità che fino a pochi anni fa veniva sottovalutata.
Sul fronte delle scelte complessive delle famiglie per il 2026/2027, i licei restano la prima opzione con il 55,88% delle preferenze, ma si registra anche un leggero incremento per gli istituti professionali, a conferma di un riposizionamento dell'intera filiera tecnico-professionale.
L'obiettivo dei 100mila iscritti in cinque anni
Il ministro ha posto un traguardo numerico esplicito: se dovessero procedere in questa direzione, fra cinque anni avremo al quadriennale circa 100mila iscritti, quindi un numero che già viene incontro alle esigenze del mondo delle imprese. Una proiezione che, se confermata dai trend di crescita attuali, porterebbe il 4+2 a diventare una delle principali alternative ai percorsi quinquennali tradizionali, capace di alimentare in modo stabile il bacino degli ITS Academy.
ITS Academy: target PNRR superati con 41mila iscritti
Strettamente collegata alla riforma 4+2 è la fotografia degli ITS Academy, il secondo canale della formazione terziaria italiana accanto all'università . Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza aveva fissato per gli ITS un target europeo di 22mila studenti entro marzo 2026. L'obiettivo è stato non solo centrato, ma superato: gli iscritti complessivi sono passati dagli 11mila del 2020 a circa 41mila nel 2026, con un quasi quadruplicarsi della platea in sei anni.
Anche il dato sugli iscritti al primo anno conferma la curva ascendente: 17.135 nel 2023/2024, 20.484 nel 2024/2025 e 21.326 nel 2025/2026. Una crescita che il ministro ha definito costante e strutturale, frutto degli investimenti PNRR dedicati a laboratori didattici innovativi e al rafforzamento dell'offerta formativa, in particolare nelle aree tecnologiche più avanzate.
Cosa cambia per studenti, famiglie e scuole
Per le famiglie, la novità più immediata è la possibilità di scegliere un percorso che porta al diploma in quattro anni anziché cinque, con la prospettiva di entrare nel mondo del lavoro o di accedere agli ITS Academy un anno prima. Per i docenti, significa lavorare in classi sperimentali con orari più intensi, programmi rivisti e una più stretta collaborazione con tutor aziendali. Per i dirigenti scolastici, comporta l'adesione a un modello organizzativo nuovo, con la necessità di costruire reti territoriali stabili con imprese, ITS e centri di ricerca.
Sul piano normativo, il quadro è stato consolidato dal decreto PNRR approvato in via definitiva l'8 aprile 2026, che ha rivisto la riforma degli istituti tecnici e professionali per adeguare i curricoli alle competenze richieste dal sistema produttivo nazionale. Il nuovo assetto ordinamentale degli istituti tecnici è stato definito dal decreto ministeriale n. 29 del 19 febbraio 2026, che traduce in regole operative gli articoli 26 e 26-bis del decreto-legge 144/2022.
Le critiche e le incognite ancora aperte
Non mancano i nodi da sciogliere. I sindacati della scuola hanno espresso più volte perplessità sulla compressione dei programmi in quattro anni, temendo una riduzione delle ore dedicate alle discipline di base e una formazione troppo schiacciata sulle esigenze immediate delle aziende. Restano sul tavolo anche le questioni della sostenibilità finanziaria degli ITS Academy nel medio-lungo termine, della stabilizzazione del personale coinvolto nei nuovi percorsi e della reale capacità del sistema di garantire pari opportunità formative tra Nord e Sud, oltre la fase iniziale di entusiasmo.
Resta poi l'incognita del riconoscimento del titolo: il diploma quadriennale dovrà confrontarsi con i percorsi tradizionali sia sul piano dell'accesso universitario sia su quello dei concorsi pubblici, dove le tabelle valutative sono ancora calibrate sul modello quinquennale.
Una scommessa politica nella fase finale del PNRR
Per il governo, riforma 4+2 e ITS Academy sono due facce della stessa scommessa: rilanciare l'istruzione tecnica come motore di sviluppo economico e di mobilità sociale, soprattutto nelle aree del Paese dove il legame tra formazione e lavoro è più fragile. I numeri del 2026/2027 raccontano una crescita reale, ma la sfida vera si giocherà nei prossimi cinque anni, quando i primi diplomati del 4+2 entreranno nel mercato del lavoro e si potrà misurare l'efficacia concreta del modello. La proiezione dei 100mila iscritti, lanciata dal ministro alla Camera, fissa un'asticella alta: a stabilire se sarà raggiunta saranno le scelte delle famiglie nei prossimi cicli di iscrizioni e la capacità del sistema scuola-impresa di tenere fede alle promesse.
Fonti
- Ministero dell'Istruzione e del Merito (2026). Iscrizioni 2026/2027: si consolida il successo della filiera 4+2, raddoppiano gli iscritti, boom nel Mezzogiorno. Licei al 55,88%, leggero incremento per i Professionali.
- Ministero dell'Istruzione e del Merito (2026). Decreto ministeriale n. 29 del 19 febbraio 2026 – Revisione dell'assetto ordinamentale degli istituti tecnici.
