Chiara Guerra, la prof del Toniolo uccisa dal nipote 17enne: a San Stino riprendono le ricerche del corpo nel canale Malgher

La comunità scolastica di San Stino di Livenza, in provincia di Venezia, è sotto choc. Chiara Guerra, 53 anni, insegnante di italiano, storia e geografia all'istituto secondario di primo grado Giuseppe Toniolo (parte dell'istituto comprensivo Rita Levi Montalcini), è stata uccisa dal nipote diciassettenne. Il giovane avrebbe percorso circa un chilometro spingendo una carriola con dentro il cadavere della zia, confondendosi tra la gente del paese. Martedì 16 giugno 2026 sono proseguite le operazioni di ricerca del corpo lungo il canale Malgher, indicato agli investigatori dallo stesso ragazzo che ha confessato il delitto.

Cosa è successo a San Stino di Livenza

I fatti risalgono alla sera di giovedì 11 giugno 2026, quando della professoressa si erano perse le tracce. Le ricerche, partite venerdì 12 giugno, hanno portato in poche ore al fermo del nipote, che davanti agli inquirenti ha ammesso le proprie responsabilità. Il diciassettenne ha confessato di aver ucciso la zia a coltellate e di averne gettato il corpo nel fiume, dopo averlo trasportato per le strade del centro abitato su una carriola coperta. Una scena che, secondo la ricostruzione degli investigatori, sarebbe passata quasi inosservata in pieno giorno, complice probabilmente il via vai di mezzi agricoli tipico delle zone rurali del Veneto orientale.

Il movente individuato dagli inquirenti porta dentro le mura di casa. L'aggressione sarebbe scattata dopo un rimprovero, sullo sfondo un'eredità contesa e rancori in famiglia. Una dinamica che ha trasformato un litigio domestico in un omicidio efferato, con un protagonista ancora minorenne.

La scena del crimine: la legnaia e i tentativi di pulizia

Secondo gli accertamenti del medico legale Antonello Cirnelli, il luogo dell'omicidio sarebbe la legnaia adiacente all'abitazione di famiglia, dove sono state rinvenute tracce ematiche compatibili con l'aggressione. Il giovane, dopo aver colpito la zia con un coltello, avrebbe tentato di ripulire la scena del crimine prima di occuparsi del trasporto del corpo. La macabra camminata con la carriola è uno dei dettagli più inquietanti emersi nelle ultime ore: circa un chilometro a piedi, attraverso le vie del paese, fino al canale Malgher dove il cadavere sarebbe stato fatto scivolare in acqua.

Sul caso la Procura mantiene il massimo riserbo, ma fa sapere di aver chiuso il cerchio sulle eventuali responsabilità di altri soggetti. La Procura ha precisato che nessun altro è coinvolto nel delitto: il diciassettenne avrebbe agito da solo, secondo quanto emerso anche dai suoi atteggiamenti durante gli interrogatori, passati da un iniziale distacco a una progressiva consapevolezza di ciò che aveva commesso.

Chi era Chiara Guerra, la prof "colonna della scuola"

Chiara Guerra era nata e cresciuta nel sanstinese, una donna riservata, senza figli, profondamente legata al suo lavoro di insegnante. Da anni faceva parte del corpo docenti dell'istituto comprensivo Rita Levi Montalcini di San Stino di Livenza, dove curava le materie umanistiche con dedizione totale. I colleghi la ricordano con parole inequivocabili: "una colonna della scuola, una persona di rara sensibilità", capace di seguire i ragazzi anche oltre l'orario scolastico, con un'attenzione particolare per gli studenti più fragili.

Davanti al cancello della scuola, nei giorni successivi alla notizia, si sono moltiplicati i segni del lutto. Fiori, biglietti, cartelloni colorati realizzati dalle classi, capannelli silenziosi di genitori e ragazzi in lacrime. Un piccolo memoriale spontaneo che racconta quanto la professoressa fosse stimata nella comunità educante. Tra i messaggi più toccanti, quelli degli alunni delle classi terze, che a giorni affronteranno l'esame conclusivo del primo ciclo: hanno promesso alla loro insegnante che "faranno un bell'esame" anche per lei.

Il dolore della scuola e l'esame di terza media

L'omicidio piomba in un momento particolarmente delicato del calendario scolastico. Le scuole secondarie di primo grado sono nel pieno della sessione d'esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione, e per i ragazzi seguiti da Chiara Guerra il colpo emotivo è doppio. La dirigenza scolastica si è attivata per garantire supporto psicologico agli studenti e ai docenti, ricorrendo agli sportelli d'ascolto previsti dalle linee guida ministeriali sul benessere a scuola.

Il sindaco di San Stino di Livenza ha annunciato che il Comune si stringerà attorno alla famiglia e alla comunità scolastica con iniziative di raccoglimento. Non è escluso che, una volta completate le indagini e celebrate le esequie, possa essere intitolato alla professoressa uno spazio educativo all'interno della scuola, su modello di quanto avvenuto in altre vicende simili che hanno colpito il mondo dell'istruzione.

I minori e la violenza familiare: un tema che torna

Il caso di San Stino di Livenza riapre il dibattito sulla violenza intrafamiliare e sul disagio adolescenziale. Il diciassettenne, incensurato, non avrebbe mai dato segnali tali da far presagire un gesto di simile gravità. La famiglia descrive un ragazzo introverso, alle prese con tensioni domestiche legate a questioni patrimoniali che da tempo agitavano i rapporti tra fratelli e parenti più stretti.

Gli psicologi che si occupano di adolescenza ricordano come, in molti casi di omicidi commessi da minorenni in ambito familiare, manchino del tutto i "campanelli d'allarme" classici. È per questo che la scuola, insieme alla famiglia, viene chiamata sempre più spesso a essere antenna sociale, capace di intercettare i segnali deboli del disagio giovanile. Una responsabilità enorme, che proprio insegnanti come Chiara Guerra portavano avanti ogni giorno, in silenzio, nelle aule di un piccolo paese veneto.

Le indagini proseguono

Mentre si attende il recupero definitivo del corpo dal canale Malgher, gli inquirenti stanno completando i rilievi nella legnaia e raccogliendo le testimonianze degli abitanti del paese che potrebbero aver visto il giovane spingere la carriola. Il diciassettenne si trova in una struttura per minori a disposizione della Procura presso il Tribunale per i minorenni di Venezia, che dovrà valutare la sua posizione processuale tenendo conto dell'età e dell'avvenuta confessione.

La scuola Toniolo, intanto, prepara una cerimonia di commiato non appena ci saranno le condizioni per farlo. Per gli studenti di Chiara Guerra, l'estate del 2026 resterà segnata da un dolore difficile da elaborare. Ma anche dalla promessa, scritta a mano sui cartelli appesi al cancello, di non dimenticare la prof che, fino all'ultimo, ha messo i ragazzi al primo posto.

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