Immissioni in ruolo docenti 2026/27: 46.826 cattedre vacanti dopo la mobilità, i numeri regione per regione
La macchina delle assunzioni per il prossimo anno scolastico è entrata nel vivo. Dopo la chiusura della terza fase dei movimenti, restano in tutta Italia 46.826 cattedre vacanti e disponibili: è la fotografia che emerge dalle elaborazioni sui dati ministeriali e che, a partire dal 12 giugno 2026, ha trovato un primo riscontro ufficiale nelle pubblicazioni degli Uffici Scolastici Regionali, chiamati a rendere note la consistenza delle graduatorie e la mappa delle scuole con posti liberi. Numeri che riguardano oltre 100.000 aspiranti tra GaE, concorsi ordinari, PNRR1, PNRR2 e nuovi elenchi regionali del PNRR3, e che orienteranno le scelte di migliaia di docenti nelle prossime settimane.
Le elaborazioni dei sindacati di settore, a partire dai dati diffusi dal Ministero dell'Istruzione e del Merito al termine dei movimenti, fissano la cifra complessiva dei posti residui a 46.826. La distribuzione tra i diversi gradi di scuola è la seguente:
Spicca il peso enorme della primaria, che da sola assorbe oltre il 40% delle cattedre libere, e l'altissima quota di posti di sostegno nel primo ciclo: un dato che conferma quanto la carenza di insegnanti specializzati sia ormai una costante strutturale della scuola italiana. Gli elenchi nominativi dei trasferiti e degli assegnati sono consultabili negli albi online degli Uffici scolastici territoriali di destinazione, mentre la mappa puntuale delle disponibilità è in corso di pubblicazione, scuola per scuola, sui siti degli USR.
Attenzione, però: i 46.826 posti non coincidono automaticamente con le immissioni in ruolo che saranno effettuate a settembre 2026. La cifra rappresenta la "base di partenza", ma il contingente vero e proprio dipenderà dall'autorizzazione che il Ministero dell'Economia e delle Finanze concederà al MIM. Solo dopo quel via libera si conosceranno le assunzioni effettivamente disponibili regione per regione e classe di concorso per classe di concorso.
Inoltre, una quota di posti dovrà essere accantonata per le procedure ancora in itinere e per i vincoli legati al sostegno, dove operano graduatorie specifiche (le GPS sostegno prima fascia) chiamate a contribuire allo svuotamento del precariato storico. È quindi prevedibile che la cifra finale delle nomine sia inferiore al totale dei posti vacanti, anche se l'obiettivo dichiarato è quello di utilizzare il più possibile le disponibilità per dare un segnale forte sullo svuotamento delle graduatorie.
La regola di ripartizione è quella prevista dall'articolo 399, comma 1, del decreto legislativo 297/1994: le nomine in ruolo del personale docente avvengono per il 50% dalle graduatorie a esaurimento e per il 50% dalle graduatorie di merito dei concorsi. Se in una determinata classe di concorso le GaE risultano esaurite, i posti scivolano automaticamente sul canale concorsuale.
Sul versante dei concorsi, l'ordine di chiamata segue una precisa scala di priorità: prima i vincitori del concorso 2016 ancora in attesa, poi gli idonei del concorso straordinario 2018 secondo l'aliquota prevista, quindi i vincitori del concorso 2018 per infanzia, primaria e secondaria, fino ad arrivare alle graduatorie del concorso ordinario 2020 e dei concorsi PNRR1 e PNRR2. Solo quando queste graduatorie non bastano a coprire i posti spettanti al canale concorsuale, si passa ai nuovi elenchi regionali alimentati dal concorso PNRR3.
Il 2026/27 è il primo anno scolastico in cui entrano in scena gli elenchi regionali per il ruolo, una delle innovazioni più rilevanti del nuovo sistema di reclutamento. La finestra per presentare la domanda di iscrizione si è aperta il 6 maggio e si è chiusa alle 23.59 del 25 maggio 2026. I candidati hanno potuto partecipare distintamente per ciascuna delle procedure concorsuali a cui avevano titolo, scegliendo un'unica regione di destinazione.
Hanno priorità coloro che scelgono di restare nella stessa regione in cui hanno sostenuto il concorso, mentre gli elenchi si aggiorneranno annualmente, lasciando la possibilità di cambiare regione di anno in anno. Un altro punto da tenere a mente: i vincitori del concorso PNRR3 mantengono il diritto al ruolo anche oltre i tre anni, ma la loro iscrizione negli elenchi regionali scatterà dal 2027/28.
Quanto al peso del nuovo canale, il sistema prevede una progressione: il 30% del 50% destinato ai concorsi sarà riservato fino al 2028 ai candidati degli elenchi regionali, con un meccanismo che dovrebbe garantire stabilità ai vincitori senza penalizzare chi è in attesa nelle graduatorie più vecchie.
In attesa che il MIM apra la finestra per le scelte dei docenti, l'unico strumento concreto per capire le proprie possibilità è la consistenza numerica delle graduatorie, cioè il dato che ogni USR sta pubblicando per fotografare quanti aspiranti sono ancora utilmente collocati in graduatoria, classe di concorso per classe di concorso. È un'analisi indispensabile per due ragioni: da un lato consente al singolo candidato di stimare la propria distanza dal ruolo; dall'altro permette di valutare con cognizione di causa se convenga puntare sulla regione di concorso o tentare una scelta diversa.
Il file relativo al Lazio è stato aggiornato il 12 giugno 2026, mentre nelle ore successive sono comparsi anche i prospetti dei posti disponibili nelle scuole della provincia di Roma. Analoghi avvisi sono stati pubblicati dagli Uffici Scolastici Provinciali di numerose altre province italiane: la mappa è in continuo aggiornamento e si invita a consultare con regolarità i siti istituzionali di USR e ATP.
Sul piano del calendario, la sequenza dei prossimi passaggi appare definita. Dopo la pubblicazione della consistenza delle graduatorie e l'autorizzazione del MEF, il Ministero darà il via libera alle scelte dei candidati attraverso l'apposita procedura informatizzata. Le nomine dovranno essere completate prima dell'avvio dell'anno scolastico, con prese di servizio fissate in genere al 1° settembre 2026.
Sul fronte parallelo del precariato, va ricordato che dal 15 giugno 2026 è prevista la fase dello scioglimento della riserva nelle GPS, passaggio decisivo per i docenti che hanno conseguito la specializzazione su sostegno o l'abilitazione e che intendono entrare a pieno titolo nelle graduatorie di prima fascia per le supplenze e per le immissioni in ruolo da GPS sostegno.
Restano sul tavolo alcune incognite rilevanti. La prima è il numero finale di assunzioni che il MEF autorizzerà: dato non secondario, perché si è già visto in passato che lo scarto tra posti vacanti e nomine effettive può essere significativo. La seconda riguarda la copertura delle classi di concorso più "affollate" nella secondaria di secondo grado, dove i 16.053 posti vacanti dovranno fare i conti con la frammentazione delle graduatorie e con le difficoltà di reperire docenti su discipline specifiche, in particolare nell'area scientifica e tecnico-professionale.
La terza incognita riguarda il sostegno: con quasi 11.500 posti residui tra infanzia, primaria, secondaria di primo e secondo grado, il tema della stabilizzazione dei docenti specializzati resta una delle principali emergenze. Le procedure messe in campo, dai percorsi INDIRE ai corsi universitari di specializzazione, dovrebbero alimentare nei prossimi anni un bacino di candidati in grado di coprire almeno parzialmente la domanda, ma il fabbisogno resta ampiamente superiore all'offerta.
Per docenti, dirigenti e famiglie, la fotografia del 2026/27 è dunque a luci e ombre: cattedre disponibili in abbondanza, una macchina delle assunzioni in moto e un nuovo sistema di reclutamento al debutto, ma con la necessità di tenere sotto controllo, settimana dopo settimana, l'evoluzione delle graduatorie e le decisioni che arriveranno dal MEF e da viale Trastevere.