Isola Capo Rizzuto, 14enne fugge dall'esame di terza media: ritrovata in sera in un magazzino abbandonato
Una giornata che doveva essere come tante altre, segnata dall'emozione di una prova importante ma attesa, si è trasformata in poche ore in un incubo per una famiglia e per un'intera comunità. A Isola Capo Rizzuto, in provincia di Crotone, Nicoletta Anamaria Domide, 14 anni, è scomparsa nella mattinata di venerdì 13 giugno 2026 proprio nel giorno in cui avrebbe dovuto sostenere l'esame di Stato del primo ciclo, quello che tutti conoscono come esame di terza media. È stata ritrovata sana e salva soltanto in serata, dopo ore di ricerche concitate, in un magazzino abbandonato non lontano dalla scuola.
La dinamica, ricostruita dalle forze dell'ordine e dai media locali, è quella di un allontanamento volontario. Una ragazza di 14 anni, Nicoletta Anamaria Domide, residente a Isola di Capo Rizzuto, in provincia di Crotone, risulta scomparsa da questa mattina quando, invece di andare a fare gli esami di terza media, si è allontanata senza più far rientro a casa. Una decisione presa probabilmente d'impulso, che ha fatto scattare immediatamente l'allarme tra i familiari quando si sono accorti che la ragazzina non era in aula e non rispondeva al telefono.
Nel giro di poche ore, la notizia si è diffusa in tutto il paese del crotonese. La macchina dei soccorsi si è messa in moto rapidamente: carabinieri, protezione civile, volontari e tanti cittadini comuni hanno iniziato a battere palmo a palmo la zona, controllando strade, campi e case sfitte. La paura, come spesso accade in questi casi, ha riempito il vuoto delle prime informazioni.
A dare forza alle ricerche è stato anche l'intervento diretto della prima cittadina. La sindaca Maria Grazia Vittimberga ha lanciato un appello tramite i suoi canali social, chiedendo a chiunque avesse informazioni utili di contattare immediatamente le autorità. A renderlo noto la sindaca Mariagrazia Vittimberga che dai suoi profili social ha lanciato un appello: «Chiunque l'avesse vista o avesse notizie utili è pregato di mettersi in contatto urgentemente con le forze dell'ordine».
Il post della sindaca, condiviso centinaia di volte nel giro di pochissimo, ha avuto un effetto a catena, mobilitando una comunità intera. Foto, descrizione dei vestiti indossati, numeri da chiamare: tutto è stato veicolato attraverso Facebook e i gruppi WhatsApp del territorio, in quella forma di passaparola digitale che oggi affianca, e spesso anticipa, i canali ufficiali.
Dopo ore di apprensione, la svolta è arrivata in serata. È stata ritrovata e sta bene la 14enne scomparsa dalla mattinata di oggi a Isola Capo Rizzuto. A darne notizia i carabinieri. A trovarla sono stati i militari del Comando provinciale di Crotone, che hanno setacciato la zona con il supporto dei volontari. È stata ritrovata sana e salva Domide Nicoletta Anamaria, la 14enne scomparsa oggi da Isola Capo Rizzuto. Una vicenda che ha lasciato col fiato sospeso e per diverse ore un'intera comunità.
Il luogo del ritrovamento racconta molto della scelta della ragazzina: non una fuga lontana, ma un nascondiglio a pochi passi da casa. La ragazza è stata rintracciata intorno alle otto di questa sera, in ottime condizioni fisiche, in un magazzino abbandonato vicino al Parco Insiti, dai carabinieri del Comando provinciale pitagorico, che l'hanno accompagnata dai genitori. La giovane rintracciata nei pressi di un magazzino abbandonato vicino al Parco Insiti di Isola Capo Rizzuto.
Un edificio in disuso, conosciuto evidentemente alla quattordicenne, scelto come rifugio nelle ore più calde di una giornata di giugno carica di tensione. Le condizioni di salute sono apparse subito buone, e la ragazza è stata riconsegnata ai familiari senza necessità di cure mediche.
La vicenda, finita per fortuna nel migliore dei modi, riapre un tema che ogni anno torna puntuale all'inizio di giugno: la pressione psicologica che l'esame di Stato del primo ciclo esercita su ragazze e ragazzi che, nella maggior parte dei casi, hanno appena compiuto o stanno per compiere quattordici anni. Si tratta del loro primo vero appuntamento formale con un esame di Stato, una prova che molti vivono come una sorta di rito di passaggio tra l'infanzia e l'adolescenza scolastica.
L'esame conclusivo del primo ciclo, regolato dal decreto legislativo 62/2017 e dal decreto ministeriale 741/2017, prevede tre prove scritte (italiano, matematica e lingue straniere) seguite da un colloquio orale. Non è una semplice formalità: il voto finale, espresso in decimi, viene riportato sul diploma e accompagna lo studente nel passaggio alla scuola secondaria di secondo grado. Per molti adolescenti, la consapevolezza di essere valutati in modo ufficiale, davanti a una commissione, rappresenta una novità destabilizzante.
I pediatri e gli psicologi dell'età evolutiva insistono da tempo sul fatto che ansia da prestazione, insonnia, sintomi gastrointestinali e crisi di pianto nei giorni precedenti l'esame non sono affatto rari. In casi estremi, possono sfociare in comportamenti evitanti: assenze improvvise, malori in classe, o veri e propri allontanamenti come quello accaduto nel crotonese. Non si tratta quasi mai di studenti impreparati, anzi: spesso sono proprio i più scrupolosi a manifestare i segnali più intensi di stress.
Il caso di Isola Capo Rizzuto offre però anche una lettura positiva. La rapidità con cui si è attivata la macchina delle ricerche, il coordinamento tra istituzioni, forze dell'ordine e cittadinanza, l'uso intelligente dei social per veicolare l'appello: tutti elementi che hanno permesso di chiudere la vicenda in poche ore. La sindaca, la scuola, i carabinieri e i volontari hanno mostrato come una comunità di medie dimensioni possa reagire in modo efficace di fronte a un'emergenza che riguarda un minore.
Resta però aperta una riflessione più ampia, che chiama in causa dirigenti scolastici, docenti, genitori e personale ATA. Il giorno dell'esame non è solo una questione di programmi e di valutazioni: è una giornata che mette alla prova la tenuta emotiva di adolescenti molto giovani. Accompagnamento, ascolto, valorizzazione del percorso svolto in tre anni piuttosto che drammatizzazione dell'unica prova: sono atteggiamenti che gli esperti raccomandano da sempre, e che episodi come questo confermano essere fondamentali.
Le buone pratiche suggerite da pediatri, psicologi scolastici e dagli sportelli d'ascolto attivi in molti istituti italiani sono ormai abbastanza condivise. Tra le indicazioni più diffuse rivolte alle famiglie ci sono:
Le scuole, dal canto loro, sono chiamate a presidiare il benessere dei candidati nei giorni delle prove: dalla gestione degli orari alla cura del clima d'aula, fino al supporto attivo degli sportelli di ascolto psicologico finanziati attraverso fondi ministeriali e progetti PNRR. La sicurezza emotiva degli studenti, oggi più che mai, è parte integrante della qualità dell'offerta formativa.
Nicoletta è tornata a casa. Il suo nome, finito sui titoli dei giornali nazionali nel giro di poche ore, tornerà presto nell'ombra di una normalità quotidiana che è giusto si riprenda i suoi spazi. Ma la sua fuga, breve e per fortuna senza conseguenze, parla a tutti: ai compagni che in queste settimane stanno affrontando le stesse prove, ai docenti che li valutano, ai genitori che li accompagnano fuori dai cancelli con un misto di orgoglio e di apprensione.
Gli esami di Stato del primo ciclo, in corso in tutta Italia tra giugno e i primi giorni di luglio 2026, coinvolgono ogni anno centinaia di migliaia di ragazze e ragazzi. La stragrande maggioranza li affronta serenamente. Ma anche un solo caso come quello di Isola Capo Rizzuto basta a ricordare che dietro a ogni candidato c'è una persona giovanissima, con tutte le fragilità della sua età. Saperle riconoscere, prima che diventino una corsa verso un magazzino abbandonato, è una responsabilità che la scuola italiana è chiamata a condividere con le famiglie e con l'intera comunità.