Mirandola, studente punta la pistola al prof in classe: 'Dammi le sigarette o sparo'. Choc al Galilei

Un nuovo, gravissimo episodio scuote la scuola italiana e arriva proprio alla vigilia della Maturità. All'istituto superiore Galileo Galilei di Mirandola, in provincia di Modena, uno studente avrebbe puntato una pistola alla tempia di un docente durante l'ora di lezione, pretendendo le sue sigarette. La frase, agghiacciante, sarebbe stata: Dammi le sigarette o sparo. La vicenda è emersa sabato 13 giugno 2026 grazie alla ricostruzione della Gazzetta di Modena ed è stata poi ripresa dalle principali agenzie e testate nazionali.

Cosa è successo in aula

Secondo la ricostruzione, i fatti risalgono a giovedì 21 maggio 2026 e si sarebbero svolti durante le ore di lezione in una classe prima del professionale. Il docente si trovava alla cattedra quando un gruppo di studenti lo avrebbe accerchiato alle spalle. Uno di loro avrebbe estratto una pistola - una riproduzione molto fedele di un'arma vera - puntandogliela alla tempia e intimandogli di consegnare il pacchetto di sigarette. La scena, durata pochi secondi, sarebbe stata filmata con uno smartphone da alcuni compagni di classe: il video è poi circolato fra gli studenti dell'istituto, contribuendo a far emergere il caso.

Il professore, una volta terminato il momento di tensione, avrebbe formalizzato l'accaduto con una nota sul registro di classe e informato la dirigenza. Lo studente protagonista del gesto, stando a quanto ricostruito, sarebbe stato sanzionato proprio con la nota disciplinare e risulterebbe comunque bocciato a fine anno per il numero eccessivo di assenze.

Pistola a pallini o ad acqua? Le due versioni

Sulla natura dell'arma e sulla dinamica esistono però due ricostruzioni differenti. Le agenzie di stampa, sulla base di quanto riportato dalla Gazzetta di Modena, parlano di una pistola a pallini, riproduzione molto somigliante a un'arma da fuoco vera, capace quindi di generare nell'insegnante un timore reale al momento del contatto con la tempia.

Il dirigente scolastico del Galilei, contattato dal Resto del Carlino, ha invece tentato di ridimensionare l'episodio: nella sua versione si sarebbe trattato di una pistola ad acqua, di una bravata fra ragazzi, senza alcuna vera minaccia e senza alcuna richiesta di sigarette. Una lettura che ridurrebbe il fatto a una ragazzata di fine anno, ma che stride con la circostanza che il docente abbia comunque sentito il bisogno di mettere tutto a verbale sul registro e di informare la scuola.

Il precedente: il fight club durante la ricreazione

Il caso fa ancora più rumore perché lo stesso istituto era finito sotto i riflettori della cronaca nazionale soltanto pochi giorni prima per un altro episodio sconcertante. Il 13 maggio 2026, durante il secondo intervallo, due studenti del Galilei si erano affrontati in un vero e proprio incontro di pugilato nel cortile della scuola, completo di arbitro e piccolo pubblico, con tanto di filmato finito online.

Quel fight club improvvisato è costato carissimo ai protagonisti: i due studenti che si sono scambiati i pugni sono stati esclusi dagli scrutini, mentre sanzioni disciplinari sono state comminate anche all'arbitro improvvisato e ad alcuni spettatori che hanno assistito senza intervenire. La sequenza, a meno di un mese di distanza, dipinge ora un quadro preoccupante per l'istituto mirandolese, che si ritrova due volte in poche settimane al centro del dibattito nazionale su disciplina, smartphone in classe e clima nelle aule.

Un fenomeno che non si ferma

L'episodio di Mirandola si inserisce in una scia di casi che, da mesi, riempiono le cronache. Il Ministero dell'Istruzione e del Merito tiene un monitoraggio puntuale degli episodi di violenza ai danni del personale scolastico. I dati ufficiali raccontano in realtà di una contrazione del fenomeno nell'ultimo periodo: 71 casi nell'anno scolastico 2023/2024, 51 nel 2024/2025 e appena 4 nei primi mesi del 2025/2026 a fronte dei 21 contabilizzati nello stesso arco temporale dell'anno precedente.

I numeri ministeriali, però, fotografano soltanto una parte del problema, perché non tutti gli episodi finiscono nelle statistiche ufficiali e molte aggressioni - soprattutto quelle che coinvolgono i genitori degli alunni - non vengono formalmente segnalate al Ministero. Tra il personale della Pubblica amministrazione, gli operatori della scuola risultano la categoria più esposta dopo quella sanitaria.

La stretta del Governo sulle aggressioni

Proprio per rispondere all'allarme, il 30 aprile 2025 il Consiglio dei Ministri ha approvato, su proposta del ministro Giuseppe Valditara, un disegno di legge dedicato alla tutela del personale scolastico. Il provvedimento ritocca la legge n. 25 del 4 marzo 2024, che già prevedeva un'aggravante per i reati commessi contro chi lavora nella scuola, e introduce sanzioni più severe per genitori e studenti che si rendano protagonisti di aggressioni nei confronti di docenti, dirigenti e personale ATA.

Sul fronte della disciplina, è entrata pienamente a regime anche la riforma della condotta che lega il voto di comportamento all'ammissione e che prevede percorsi di cittadinanza attiva e lavori socialmente utili per gli studenti sospesi: un tentativo di rispondere a episodi come quelli di Mirandola con strumenti che vadano oltre la semplice sospensione disciplinare.

La Maturità alle porte e il dibattito acceso

La diffusione della vicenda arriva a pochissimi giorni dall'avvio dell'Esame di Stato del secondo ciclo. Il calendario ufficiale del Ministero fissa l'inizio della Maturità 2026 per giovedì 18 giugno 2026 alle ore 8:30 con la prima prova scritta nazionale di italiano. La seconda prova è in programma per venerdì 19 giugno alle 8:30. Una platea di centinaia di migliaia di studenti si appresta dunque a varcare la soglia dei propri istituti per il rito finale del percorso scolastico, mentre il dibattito su violenza, telefonini in classe e clima educativo torna prepotentemente in primo piano.

Sullo sfondo restano molte domande: come è possibile che un'arma, vera o giocattolo che fosse, sia entrata in un'aula? Quanto incidono gli smartphone e la spettacolarizzazione social nel trasformare bravate in episodi virali? E soprattutto: una nota sul registro è una risposta adeguata a un gesto che, comunque lo si voglia leggere, mette in discussione il principio stesso dell'autorità del docente in classe? Il caso del Galilei di Mirandola, in attesa che le indagini interne facciano piena luce, è destinato a far discutere ben oltre la fine dell'anno scolastico.

Fonti