Procida, lascia lo smartphone acceso per spiare il collegio docenti: assistente tecnico aggredisce la preside e finisce in manette
Una scena che ha lasciato senza parole l'intera comunità scolastica dell'isola di Procida. All'Istituto Statale 'Francesco Caracciolo – Giovanni da Procida', storico polo che ospita anche il celebre nautico, un assistente tecnico di laboratorio di 47 anni, residente ad Afragola, è stato arrestato dai carabinieri dopo aver colpito con un pugno al volto la dirigente scolastica Maria Saletta Longobardo e aver aggredito due agenti della polizia municipale. Il fatto è avvenuto nel pomeriggio di giovedì 11 giugno 2026 e la dinamica, ricostruita dai militari della Stazione di Procida, ha del clamoroso: l'uomo avrebbe lasciato il proprio smartphone nascosto nell'aula per registrare di nascosto il collegio dei docenti.
I fatti si sono svolti all'interno della sede di via Principe Umberto, dove era in corso una riunione del personale docente nel pieno della delicata fase finale dell'anno scolastico, tra scrutini e preparazione degli esami di Stato. Stando alla ricostruzione fornita dalle forze dell'ordine, il 47enne – pur non essendo tra i partecipanti alla seduta – avrebbe lasciato il proprio telefono cellulare all'interno della stanza in cui si stava svolgendo l'incontro, con l'obiettivo di registrare di nascosto quanto detto dai colleghi e dalla preside.
Il dispositivo, però, è stato notato da alcuni docenti, che hanno immediatamente segnalato l'anomalia. Il personale scolastico ha così avvertito la polizia municipale di Procida, mentre l'assistente tecnico è stato richiamato sul posto per recuperare il telefono. Al suo arrivo, l'uomo si è trovato davanti, oltre alla dirigente, anche due agenti del Comando di Polizia Locale.
Quello che doveva essere un chiarimento si è trasformato in pochi istanti in un'esplosione di violenza. Secondo quanto emerso dalle prime ricostruzioni, il 47enne ha prima aggredito i due agenti della polizia municipale e poi ha sferrato un pugno al volto alla preside, che è caduta a terra. La dirigente, colpita con violenza, è stata soccorsa e trasportata in ospedale per le cure del caso e gli accertamenti necessari. Anche i due vigili urbani hanno riportato lesioni.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Stazione di Procida, che hanno bloccato l'uomo e lo hanno tratto in arresto. L'assistente tecnico dovrà rispondere di lesioni a dirigente scolastico e di installazione abusiva di apparecchiature o mezzi idonei a intercettare comunicazioni, reato previsto dall'articolo 617-bis del codice penale.
Maria Saletta Longobardo è una figura ben nota nel panorama scolastico campano. Guida l'I.I.S.S. 'F. Caracciolo – G. Da Procida', istituto che comprende l'indirizzo nautico e che negli ultimi anni si è distinto a livello nazionale: la scuola, sotto la sua guida, è stata tra i vincitori della 'Gara dei Nautici' nel 2023 ed è considerata uno dei fiori all'occhiello della formazione tecnica isolana. La notizia dell'aggressione ha provocato una reazione di sgomento tra studenti, famiglie e colleghi, già provati dalla tensione tipica del periodo di fine anno scolastico.
L'accusa più insolita, in questa vicenda, è quella legata al cellulare lasciato in aula. L'articolo 617-bis del codice penale punisce chiunque installa apparecchi o strumenti destinati a intercettare, impedire o interrompere comunicazioni o conversazioni tra presenti, con la reclusione fino a quattro anni. Una norma pensata storicamente per spionaggio industriale e privato, che oggi viene applicata sempre più spesso anche ai contesti lavorativi, compresi gli uffici e – come in questo caso – le aule scolastiche.
Si aggiunge l'aggravante della violenza fisica: le lesioni nei confronti di un dirigente scolastico, che riveste la qualifica di pubblico ufficiale, comportano una procedibilità d'ufficio e pene più severe. Sul punto è intervenuto da pochi mesi il legislatore con il cosiddetto Decreto Sicurezza, il D.L. 24 febbraio 2026, n. 23, convertito in legge, che ha inasprito le sanzioni per chi alza le mani contro insegnanti, presidi e personale scolastico, prevedendo anche misure di arresto in flagranza differita.
L'episodio di Procida si inserisce in un quadro più ampio che da tempo preoccupa il mondo della scuola. L'Associazione Nazionale Presidi e altre sigle sindacali denunciano da anni l'aumento di episodi di violenza – verbale e fisica – nei confronti dei dirigenti scolastici e del personale. A marzo 2026 è stato aperto l'Osservatorio nazionale sulla sicurezza del personale scolastico, con il compito di monitorare gli episodi di aggressione e di favorire azioni di prevenzione, anche in relazione allo stress lavoro-correlato dei dirigenti, fenomeno ampiamente documentato da una recente indagine ANP-LUMSA.
La vicenda procidana è particolarmente significativa perché vede protagonista non un genitore o uno studente, come accaduto in altri episodi di cronaca, ma un dipendente interno alla scuola: una circostanza che apre interrogativi sui rapporti tra colleghi, sui livelli di conflittualità interna agli istituti e sulla tutela dei capi d'istituto in situazioni di tensione organizzativa, particolarmente acute proprio nei periodi di scrutini e di adempimenti finali.
L'arresto è arrivato in mattinata e la notizia si è diffusa rapidamente grazie alle agenzie di stampa. Sui canali sindacali e associativi sono iniziate le manifestazioni di solidarietà nei confronti della preside e dei due agenti feriti. Numerosi i messaggi che chiedono, ancora una volta, una maggiore tutela giuridica e psicologica per i dirigenti scolastici, troppo spesso esposti in prima persona alla gestione di situazioni complesse senza adeguati strumenti di supporto.
Il caso del 'Caracciolo' rappresenta un episodio limite, ma fotografa con crudezza una tensione diffusa nelle scuole italiane. A meno di una settimana dall'avvio degli esami di Maturità 2026, la comunità educativa di Procida si stringe attorno alla propria dirigente, mentre la magistratura ricostruisce nel dettaglio motivi e responsabilità di una vicenda che mette insieme due elementi tipici del nostro tempo: la diffusione capillare degli smartphone come strumento di registrazione occulta e l'incapacità di gestire i conflitti senza ricorrere alla violenza.
L'assistente tecnico, dopo l'arresto, è stato condotto in caserma e posto a disposizione dell'autorità giudiziaria, in attesa della convalida da parte del giudice per le indagini preliminari. Nelle prossime ore verranno definite le misure cautelari e si attendono comunicazioni ufficiali dall'Ufficio Scolastico Regionale per la Campania, che potrebbe avviare un procedimento disciplinare parallelo a quello penale.
Sul fronte sanitario, le condizioni della dirigente sono in fase di valutazione: dopo il pugno ricevuto al volto, la donna è stata trasportata in ospedale per gli accertamenti del caso. Anche i due agenti della polizia municipale, contusi nel corso della colluttazione, sono stati medicati. Sull'episodio proseguono gli accertamenti dei carabinieri della Stazione di Procida, che dovranno chiarire i motivi che hanno spinto l'uomo a piazzare il telefono nell'aula del collegio docenti e a reagire con tanta violenza una volta scoperto.