Maturità 2026, il MIM detta le regole del nuovo orale: addio scena muta, si parte da una riflessione personale

A meno di una settimana dall'inizio della Maturità 2026, la prima dopo la riforma firmata dal ministro Giuseppe Valditara, il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha deciso di parlare direttamente ai maturandi e alle commissioni. Sui canali ufficiali del MIM è stato pubblicato un video-intervento di Flaminia Giorda, Coordinatrice Nazionale del Servizio Ispettivo e della Struttura Tecnica degli Esami di Stato, che ha messo nero su bianco come si svolgerà il colloquio: un vero e proprio dialogo, che parte da una breve riflessione del candidato sul percorso scolastico e personale. E un messaggio chiaro: non sarà più ammissibile rifiutarsi di sostenere l'orale.

Cosa ha detto Giorda nel video del Ministero

Nel suo intervento, diffuso giovedì 11 giugno 2026, la dott.ssa Flaminia Giorda, Coordinatrice Nazionale del Servizio Ispettivo e della Struttura Tecnica degli Esami di Stato ha pubblicato un video, sui canali ufficiali del Ministero dell'Istruzione e del Merito, in cui spiega le novità dell'esame di quest'anno. Il fulcro del ragionamento è la trasformazione del colloquio. Non è quindi più ammissibile che un candidato rifiuti di fare un colloquio. Cambia più profondamente il colloquio. Dovrà consistere in un dialogo tra voi e gli esaminatori. Una formula che, nelle intenzioni del Ministero, vuole archiviare definitivamente l'epoca dello "sparare" collegamenti a raffica davanti a una busta o a una immagine-stimolo.

Il punto di partenza, infatti, cambia radicalmente. Non più materiale fornito dalla commissione, ma una auto-presentazione dello studente. Il colloquio orale inizierà proprio da una riflessione del candidato sul punto d'arrivo del proprio percorso come studente e come persona, che chiaramente contemplerà anche quanto indicato nel Curriculum dello Studente. Una sorta di apertura "personale" che ricorda – e non a caso – l'avvio dei colloqui di lavoro più strutturati.

Quattro discipline e meno commissari: l'impianto del nuovo esame

Il cambio di passo del colloquio si inserisce in una riforma più ampia, fissata dal decreto-legge 9 settembre 2025, n. 127, convertito con modificazioni nella legge 30 ottobre 2025, n. 164. Si pubblica la Legge 164 dl 30/10/2025 di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 9 settembre 2025, n. 127, recante misure urgenti per la riforma dell'esame di Stato del II ciclo di istruzione, ora Esame di Maturità. La denominazione torna ufficialmente quella storica: "esame di maturità".

Sul piano operativo, le novità più rilevanti sono due. La prima riguarda il numero di materie su cui verte l'orale: Colloquio orale rinnovato: sostituisce la precedente prova multidisciplinare e si focalizza su quattro discipline principali, individuate annualmente dal Ministero. Le quattro discipline – tra cui rientrano sempre italiano e la materia della seconda prova scritta – sono state comunicate dal MIM entro il 31 gennaio. La seconda riguarda la composizione delle commissioni, che diventano più snelle: si passa da sette a cinque membri, due interni, due esterni e il presidente.

Giorda, nel video, insiste sul senso di questa scelta. "Il colloquio, che è proprio l'aspetto più importante che cambia, coinvolgerà quattro discipline, anziché un numero più alto come avveniva in passato, per poter andare più in profondità su queste quattro discipline", ha dichiarato Giorda. La riduzione del numero di materie consente alla commissione di valutare in modo più mirato, evitando la corsa al collegamento a tutti i costi tra materie lontanissime.

Stop alla "scena muta": la bocciatura è automatica

Uno dei messaggi più nitidi del video di Giorda è quello rivolto a chi, negli ultimi due anni, ha trasformato l'orale in un palcoscenico di protesta. La cronaca ha registrato diversi casi di studenti che, pur ammessi all'esame con voti alti, hanno scelto di non rispondere alle domande della commissione per contestare il sistema scolastico. Dalla Maturità 2026 quel margine non c'è più.

Con il nuovo assetto, il rifiuto di sostenere attivamente il colloquio – rimanendo in silenzio senza una reale giustificazione – comporta ora la bocciatura automatica, a prescindere dal "tesoretto" di voti accumulati negli anni. La regola era stata anticipata già a marzo, quando il ministro Valditara aveva firmato l'ordinanza attuativa. Il punteggio massimo per la fase orale rimane di 20 punti, ma il Ministero ha inserito un monito molto severo: nessuno potrà fare «scena muta», come accaduto sporadicamente lo scorso anno. Tradotto: chi si presenta e tace, non passa.

Curriculum dello studente e soft skills: cosa cambia per la valutazione

L'altra grande novità è il peso attribuito alle competenze trasversali e al percorso individuale. Il Curriculum dello studente diventa documento centrale del colloquio, perché è da lì che parte la riflessione iniziale del candidato. Rispetto alla tradizionale pagella, prospettiva a tutto tondo e tridimensionale. Questo documento mette in luce le reali attitudini, le passioni personali e le cosiddette soft skills (le competenze trasversali): sport, volontariato, esperienze certificate fuori dalla scuola.

Il cambio di paradigma è esplicito anche nella comunicazione del Ministero. Il focus si sposterà dalle mere conoscenze mnemoniche all'effettiva crescita personale del candidato. I docenti non cercheranno più di sondare in modo meccanico il programma dell'ultimo anno, ma valuteranno la capacità di ragionamento su quattro discipline ben definite. In altre parole, conta meno il "ripetere" e conta di più il "saper collegare" e "saper ragionare" su ciò che si è studiato e vissuto.

Anche la griglia di valutazione del colloquio è stata aggiornata, pur senza essere stravolta. Il colloquio diventa sostanzialmente obbligatorio e il rifiuto di sostenerlo in modo attivo comporterà la bocciatura automatica, indipendentemente dai punti già accumulati. La fase orale può attribuire fino a 20 punti sui 100 complessivi, dei quali una quota significativa è legata proprio alla capacità di mostrare maturazione personale, riflessione critica e raccordi interdisciplinari.

Il calendario: dal 18 giugno via agli scritti, orali dal 22

Le date sono state fissate dall'Ordinanza Ministeriale n. 54. L'Esame ha inizio giovedì 18 giugno 2026 alle 8:30 con la prima prova scritta. Le prove Le prove scritte sono due. La prima è la prova nazionale di italiano, la seconda – venerdì 19 giugno 2026 – è la prova di indirizzo. Gli orali partono lunedì 22 giugno 2026, dopo l'insediamento delle commissioni e la riunione preliminare.

Per chi non potrà sostenere le prove nella sessione ordinaria, è prevista la sessione suppletiva di luglio. L'ordinanza conferma anche la sessione suppletiva di luglio, con la prima prova fissata per il 1° luglio e la seconda per il 2 luglio. La terza prova suppletiva è in calendario martedì 7 luglio 2026.

Cosa devono ricordare maturandi e commissioni

Il quadro che emerge dal messaggio del MIM è abbastanza nitido. Per i quasi 500 mila maturandi italiani – è la platea stimata dell'edizione 2026 – i punti fermi sono cinque:

  • il colloquio si apre con una riflessione personale sul percorso scolastico e umano, non più con un materiale-stimolo;
  • il dialogo verte su quattro discipline indicate dal Ministero entro il 31 gennaio;
  • il Curriculum dello studente diventa documento di riferimento per la commissione;
  • la scena muta equivale a una bocciatura automatica;
  • la valutazione tiene conto non solo delle conoscenze ma anche di soft skills e capacità di ragionamento.

Per le commissioni, la riforma significa anche meno componenti (cinque anziché sette) e una maggiore responsabilità nel costruire un colloquio che non sia un'interrogazione mascherata. Per studenti e famiglie, il messaggio è arrivato a stretto giro dal Ministero: l'orale non è un campo minato di trabocchetti, ma un'occasione per raccontarsi con argomenti seri. A patto di non scegliere il silenzio.

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