Maturita' 2026 a Salerno, Ermanno (60 anni) e il figlio Giovanni all'esame insieme al Galilei-Di Palo

C'e' una storia che, a pochi giorni dall'avvio della Maturita' 2026, sta facendo il giro delle scuole italiane e arriva da Salerno. Protagonisti sono Ermanno Laurino, 60 anni, e suo figlio Giovanni: padre e figlio, entrambi candidati all'Esame di Stato, entrambi iscritti all'Istituto di Istruzione Superiore Galilei-Di Palo di Salerno. Si siederanno tra gli stessi banchi giovedi' 18 giugno 2026, quando in tutta Italia partira' la prima prova scritta di Italiano alle 8:30.

Una scelta nata dopo il Covid

Per Ermanno il diploma non e' soltanto un titolo di studio: e' il simbolo di una vera e propria rinascita personale. La perdita del lavoro durante la pandemia lo aveva messo in ginocchio, lasciandolo senza punti di riferimento dopo anni di sacrifici e con tre figli da mantenere. Da quella crisi e' nata pero' una decisione coraggiosa: tre anni fa Ermanno si e' iscritto al corso serale dell'Istituto Di Palo-Galilei di Salerno, con l'obiettivo di conseguire finalmente quel diploma che da giovane non era riuscito a ottenere e rimettersi in gioco anche dal punto di vista professionale.

Una scelta che ha portato con se' una conseguenza inattesa e dal sapore quasi cinematografico: ritrovarsi a frequentare la stessa scuola superiore del figlio Giovanni, iscritto al corso diurno dello stesso istituto. Padre e figlio hanno cosi' camminato in parallelo lungo gli stessi corridoi, con gli stessi libri sotto il braccio e, soprattutto, con lo stesso traguardo davanti.

Due anni gomito a gomito tra lezioni, verifiche e interrogazioni

Per due anni hanno condiviso la medesima esperienza scolastica: stessi insegnanti, stessi programmi, verifiche, interrogazioni e giornate trascorse sui libri. Un percorso che li ha trasformati, di fatto, in veri compagni di classe oltre che in padre e figlio, e che ora li portera' ad affrontare insieme scritti, orali e verdetto finale della commissione.

«Abbiamo condiviso un percorso intenso, fatto di impegno, sacrificio e tanta determinazione. Quando uno aveva un momento di difficolta', l'altro era pronto a sostenerlo», racconta Ermanno. Una dinamica fatta di studi pomeridiani fianco a fianco, ripassi reciproci, appunti scambiati, ma anche di reciproco controllo: difficile concedersi una pausa di troppo, quando in cucina c'e' un compagno di classe che ti ricorda l'interrogazione del giorno dopo. Ed e' altrettanto difficile arrendersi davanti a una versione complicata o a un compito di matematica, quando dall'altra parte del tavolo c'e' qualcuno che condivide lo stesso destino scolastico.

Il rapporto con i docenti: «Trattati come tutti gli altri»

Uno degli aspetti piu' significativi della vicenda riguarda il modo in cui la scuola ha gestito una situazione cosi' particolare. Nessun trattamento di favore, nessuna eccezione: «I professori ci hanno sempre considerato semplicemente due studenti, valutandoci con serieta' e imparzialita' come tutti gli altri. Questo ci ha fatto sentire parte integrante della comunita' scolastica», ha spiegato Ermanno. Una frase che, nella sua semplicita', restituisce il senso piu' autentico dell'istruzione pubblica: la capacita' di mettere sullo stesso piano un sessantenne che vuole riprendersi in mano la vita e un ragazzo che si affaccia al mondo degli adulti, valutandoli per cio' che hanno imparato e per come si sono impegnati.

L'Istituto Galilei-Di Palo, del resto, e' un polo storico dell'istruzione tecnica salernitana, con indirizzi che spaziano dal Costruzioni, Ambiente e Territorio (l'ex geometra) all'Elettronica, dall'Informatica alla Meccanica, dal Sistema Moda fino ai corsi serali pensati proprio per gli adulti che vogliono rientrare in formazione.

Cosa li attende: il calendario della Maturita' 2026

Ermanno e Giovanni si troveranno al centro di una sessione d'esame particolare, la prima che applica integralmente la cosiddetta Riforma Valditara dell'Esame di Stato. Il calendario, fissato dall'Ordinanza Ministeriale n. 54 del 26 marzo 2026, prevede l'avvio delle prove scritte giovedi' 18 giugno 2026 alle ore 8:30 con la prima prova di Italiano, della durata di sei ore, che mira ad accertare la padronanza della lingua e le capacita' espressive e critiche dei candidati. A seguire, venerdi' 19 giugno 2026, si svolgera' la seconda prova scritta sulle discipline caratterizzanti l'indirizzo di studi.

Conclusi gli scritti, partiranno i colloqui orali, che dalla sessione 2026 diventano un passaggio centrale e sostanzialmente obbligatorio: il rifiuto di sostenerli in modo attivo comportera' la bocciatura, indipendentemente dai punti gia' accumulati durante il percorso. Una stretta pensata per arginare il fenomeno delle cosiddette «scene mute» che lo scorso anno aveva fatto discutere mezza Italia. Il colloquio sara' inoltre focalizzato su quattro discipline, mentre condotta ed esperienze di PCTO (i Percorsi per le Competenze Trasversali e l'Orientamento) assumeranno un peso piu' rilevante nella valutazione complessiva.

Un messaggio che va oltre l'aula

Al di la' degli esiti, che si conosceranno solo a esami conclusi, la vicenda dei Laurino racconta qualcosa che parla a tutti: dirigenti, docenti, genitori e studenti. Racconta che la scuola pubblica italiana, quando funziona, sa essere un ascensore sociale e culturale capace di unire generazioni diverse attorno agli stessi obiettivi. Racconta che la voglia di imparare non ha eta'. E racconta, soprattutto, che dietro ogni banco c'e' una storia personale che vale la pena guardare con attenzione.

Una storia che colpisce ancora di piu' se si pensa al contesto in cui matura: quello dei corsi serali e dei percorsi di secondo livello per adulti, spesso percepiti come una nicchia, ma in realta' frequentati ogni anno da decine di migliaia di lavoratori, disoccupati, genitori e cittadini stranieri che scelgono di rimettersi in gioco per ottenere un diploma. Una platea silenziosa di cui Ermanno, in queste settimane, e' diventato suo malgrado il volto piu' riconoscibile.

Il 18 giugno, fianco a fianco

Giovedi' 18 giugno 2026, dunque, padre e figlio si presenteranno insieme davanti alla commissione, apriranno la stessa busta ministeriale, leggeranno le stesse tracce e proveranno la stessa, identica emozione. Probabilmente si scambieranno uno sguardo, magari un cenno. Poi ciascuno tornera' al proprio banco, alla propria penna, al proprio foglio protocollo. Da quel momento in poi sara' di nuovo una sfida individuale, come per tutti i piu' di 500 mila maturandi attesi quest'anno in Italia. Ma il viaggio fatto insieme per arrivare fin li' resta, qualunque sara' il voto, gia' una vittoria.

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