A pochi giorni dall'avvio dell'Esame di Stato, fissato per giovedì 18 giugno 2026, il tema del caldo nelle aule torna prepotentemente al centro del dibattito scolastico. Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) ha inviato una richiesta formale al Ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, sollecitando l'attivazione di un Piano nazionale per la sicurezza climatica degli edifici scolastici. La nota, formalizzata il 3 giugno 2026 e pubblicata ufficialmente il 13 giugno, denuncia condizioni di lavoro e di studio che, secondo i docenti, rischiano di compromettere salute e parità di trattamento dei candidati.
Aule oltre i 30 gradi: i dati segnalati dal Coordinamento
Nella segnalazione il CNDDU descrive un quadro che, soprattutto al Nord, si è fatto allarmante: le temperature interne superano regolarmente i 30 gradi, con picchi fino a 41 gradi registrati in alcuni istituti del Nord Italia nei giorni che precedono l'avvio delle prove. Un'evidenza che, secondo il Coordinamento, non è più imputabile a episodi sporadici. Il CNDDU richiama l'attenzione sul fatto che tale problematica non rappresenta una criticità contingente: il cambiamento climatico starebbe modificando in modo strutturale le condizioni materiali in cui si esercita il diritto allo studio e si svolge il lavoro del personale scolastico.
Il riferimento ai dati raccolti dalle organizzazioni sindacali rafforza la denuncia. La FLC CGIL, con il suo comunicato stampa del 29 maggio 2026, ha denunciato che le aule scolastiche raggiungono temperature incompatibili con lo svolgimento sereno delle attività didattiche, in particolare nelle ore centrali della giornata.
L'allarme sulla salute di studenti e personale
Il Coordinamento ricorda che la maturità non coinvolge solo i candidati. Presidenti, commissari, dirigenti scolastici, assistenti amministrativi e collaboratori scolastici sono chiamati a permanere per molte ore al giorno negli edifici scolastici per diverse settimane consecutive. Tra il personale figurano lavoratori con patologie pregresse di varia natura: tra loro vi sono lavoratori affetti da patologie cardiovascolari, respiratorie, oncologiche, metaboliche o immunitarie per i quali l'esposizione prolungata al caldo può comportare rischi concreti per la salute.
A questo si aggiunge la questione della concentrazione: sostenere una prova scritta di sei ore in un'aula a oltre 35 gradi non è la stessa cosa che affrontarla in un ambiente climatizzato. Da qui la denuncia di una disparità di fatto tra candidati che, pur affrontando le medesime tracce ministeriali, lo fanno in condizioni materiali profondamente diverse a seconda della collocazione geografica e dello stato dell'edificio scolastico.
Le richieste al Ministero: monitoraggio e fondi PNRR
La lettera indirizzata a Viale Trastevere contiene proposte operative. Il CNDDU chiede innanzitutto un monitoraggio nazionale capillare per fotografare lo stato reale del patrimonio scolastico italiano e verificare quanti istituti dispongano di sistemi di climatizzazione adeguati e quanti, invece, ne siano privi. Una mappatura considerata indispensabile per programmare interventi mirati.
Sul versante delle risorse, il Coordinamento sollecita un intervento strutturale che faccia leva sui fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza destinati all'edilizia scolastica, da indirizzare in modo specifico alla climatizzazione delle aule. La richiesta al Ministro è quella di l'istituzione di un Piano Nazionale per la Sicurezza Climatica durante gli Esami di Stato, che preveda misure preventive uniformi su tutto il territorio.
Una questione che investe il calendario scolastico
Il nodo, avvertono i docenti, non riguarda soltanto le settimane di giugno. Il rischio, avvertono i docenti, è che l'emergenza climatica finisca per condizionare pesantemente le scelte organizzative del sistema, a partire dal calendario scolastico 2026/2027. Il dibattito sull'eventuale anticipo dell'inizio delle lezioni o sull'ampliamento delle attività estive, già aperto da mesi, si incrocia con un dato di realtà: un ulteriore ampliamento delle attività potrebbe essere stravolto dalla semplice impossibilità fisica di rimanere in classe durante le ore più calde della giornata.
Sul piano scientifico, il Coordinamento richiama i contributi della comunità climatologica internazionale: gli scienziati sottolineano che gli ultimi episodi di El Niño hanno inciso significativamente sull'innalzamento delle temperature medie mondiali e che gli effetti di tale fenomeno continuano a manifestarsi. Un riferimento che serve a inquadrare l'emergenza italiana dentro una tendenza globale e a giustificare la richiesta di un piano pluriennale, non di interventi tampone.
La maturità 2026: date e contesto meteo
L'Esame di Stato del secondo ciclo prenderà il via giovedì 18 giugno 2026 con la prima prova scritta di italiano, secondo il calendario fissato dall'Ordinanza Ministeriale n. 54. A seguire, venerdì 19 giugno, si svolgerà la seconda prova, diversa per ciascun indirizzo, prima dell'avvio dei colloqui orali. Le previsioni meteorologiche elaborate nelle ultime settimane indicano per le giornate centrali di giugno una nuova fase di alta pressione di matrice africana, con valori termici sopra la media stagionale soprattutto nelle pianure interne del Centro-Nord.
È in questo contesto che la mobilitazione del CNDDU intercetta un disagio diffuso tra famiglie e personale. La protesta, peraltro, si inserisce in una serie di prese di posizione che il Coordinamento porta avanti da mesi: già nel marzo 2026 era stata trasmessa al Ministero una richiesta di monitoraggio urgente sulla climatizzazione delle scuole del Mezzogiorno, mentre nell'estate 2025 il CNDDU aveva segnalato il rischio che l'avvio dell'anno scolastico 2025/2026 potesse essere compromesso dalle ondate di calore.
Il nodo dell'equità della prova
Il punto politicamente più delicato è quello dell'equità. Le commissioni d'esame sono chiamate a valutare candidati con criteri omogenei a livello nazionale, ma le condizioni materiali in cui le prove si svolgono restano profondamente disomogenee. Un istituto di una grande città del Nord con impianto di climatizzazione moderno offre uno scenario molto diverso rispetto a un edificio degli anni Settanta privo di sistemi di raffrescamento. La richiesta del Coordinamento è dunque anche un appello affinché il Ministero affronti questa asimmetria, evitando che la maturità si trasformi in una prova in cui contano, oltre alla preparazione, anche fattori ambientali del tutto estranei al merito dei singoli candidati.
La palla, adesso, passa al Ministero dell'Istruzione e del Merito. Resta da capire se la richiesta di un Piano nazionale per la sicurezza climatica troverà una risposta operativa nei prossimi mesi o se, come accaduto in passato, le aule roventi resteranno un tema ricorrente affidato di volta in volta alle soluzioni di fortuna dei singoli istituti.
Fonti
- FLC CGIL (2026). Scuola, FLC CGIL: caldo insopportabile nelle aule, subito adeguamento climatico edifici.
- Ministero dell'Istruzione e del Merito (2026). Esami di primo e secondo ciclo 2025-2026 – Secondo ciclo.
- USR Liguria (2026). Ordinanza Ministeriale n. 54 del 26 marzo 2026 - Disciplina dello svolgimento dell'Esame di maturità 2026.
