Maturità 2026, il plico telematico è già nelle scuole dall'11 giugno: countdown fino alle 8.30 di giovedì 18

Le tracce della prima prova della Maturità 2026 sono già fisicamente nelle scuole italiane. Non in busta sigillata di carta, come accadeva fino a un decennio fa, ma sotto forma di file criptati arrivati dai server del Ministero dell'Istruzione e del Merito a partire da giovedì 11 giugno. Una notizia che, a tre giorni dallo scritto di italiano, fa sorridere chi pensava che i temi fossero ancora chiusi in un caveau romano: in realtà i pacchetti elettronici sono già custoditi nei computer delle segreterie, pronti per essere aperti alle 8.30 di giovedì 18 giugno.

Come funziona il plico telematico

Il sistema è quello che da anni ha mandato in pensione il vecchio plico cartaceo, con tanto di scorta della Polizia di Stato e furgoni blindati. Il Plico Telematico è il cuore logistico e tecnologico dell'Esame di Stato: i file contenenti le tracce della prima e della seconda prova viaggiano su protocolli di altissima sicurezza e arrivano direttamente sui computer delle segreterie scolastiche in modo blindato, attraverso un sistema di trasmissione digitale criptata ideato dal Ministero. La Nota ministeriale 2902 del 29 aprile 2026 ha fissato in maniera rigorosa scadenze, requisiti tecnici e iter di nomina dei referenti, scandendo il calendario delle operazioni che devono garantire il regolare svolgimento delle prove scritte.

Il viaggio delle tracce inizia in realtà mesi prima. Le sette tracce della prima prova vengono selezionate dal Ministero dell'Istruzione e del Merito entro la fine di marzo, individuandole tra le proposte elaborate da un gruppo di esperti. Una volta definite, vengono messe al sicuro su una chiavetta elettronica custodita nel caveau del dicastero. Solo nei giorni immediatamente precedenti all'esame i file vengono caricati sui server ministeriali e trasmessi, in forma criptata, a ciascuna sede d'esame.

La figura chiave: il referente del plico

A presidiare l'intera procedura, in ogni scuola, c'è una figura specifica: il referente del plico telematico. È individuato dal dirigente scolastico per ogni sede d'esame ed è incaricato di gestire tutte le operazioni tecniche connesse al plico, cioè il processo di trasmissione delle tracce criptate delle prove scritte. Dal 6 maggio, ed entro il termine improrogabile del 6 giugno 2026, i dirigenti scolastici (o i DSGA, se delegati) sono stati tenuti ad abilitare questi referenti accedendo al portale SIDI, alla funzione "Gestione Utenze - Referenti Plico telematico".

Per aprire i file servono credenziali precise: un nome utente e una password che vengono comunicate alle scuole con tempistiche diverse e che, insieme, consentono di decriptare il pacchetto solo nel momento previsto. Una volta avviata la decrittazione, scatta la fase di stampa: i fogli vengono prodotti in numero adeguato e portati nelle aule dove i maturandi sono in attesa. Un iter particolare riguarda invece la seconda prova degli indirizzi dell'istruzione professionale, perché in quel caso la parte ministeriale della traccia, contenuta anch'essa nel plico, viene poi integrata con la parte predisposta dalla commissione.

I numeri dell'esame: 527mila maturandi e quasi 14mila commissioni

I numeri della sessione 2026 sono importanti: circa 527mila studenti sono attesi al banco, distribuiti su oltre 13.989 commissioni d'esame. Ogni commissione, secondo l'impianto previsto dal nuovo modello, è composta da due commissari interni e due esterni, oltre al presidente: un equilibrio pensato per coniugare la conoscenza diretta della classe con uno sguardo terzo sui candidati.

Il calendario è ormai serrato. Martedì 16 giugno, alle ore 8.30, le commissioni si riuniscono in seduta plenaria: in quella occasione il presidente verifica la composizione e la presenza dei commissari e comunica eventuali assenze all'Ufficio scolastico regionale (se riguardano presidente o commissari esterni) o al dirigente scolastico (se riguardano un commissario interno). Sempre nella plenaria si fissano tempi e modalità delle riunioni preliminari, si definiscono gli aspetti organizzativi delle attività e, soprattutto, si stabilisce la data di inizio dei colloqui per ciascuna commissione. Al termine della seduta il presidente comunica il calendario dei colloqui e le date di pubblicazione dei risultati: ai candidati interni il calendario viene reso disponibile nell'area riservata del registro elettronico, mentre ai candidati esterni viene trasmesso via mail.

Giovedì 18 giugno alle 8.30: la prima prova

Il vero momento clou arriva giovedì 18 giugno alle 8.30, quando in tutte le scuole d'Italia i referenti del plico avvieranno la procedura di apertura dei file e di stampa delle tracce. La prima prova è quella di italiano, identica per tutti gli indirizzi, con sette tracce divise tra analisi del testo (tipologia A), testo argomentativo (tipologia B) e tema di attualità (tipologia C). Il giorno successivo, venerdì 19 giugno, sarà la volta della seconda prova, diversa a seconda dell'indirizzo di studi.

Il nuovo colloquio: addio scena muta, si parte da una riflessione personale

La novità più discussa della sessione 2026 riguarda però la prova orale. Con l'ordinanza ministeriale pubblicata nelle scorse settimane, il Ministero ha riscritto l'articolo 22 del regolamento e cambiato pelle al colloquio. La prima differenza è netta: non si potrà più ricorrere alla cosiddetta "scena muta". Chi si presenta davanti alla commissione e si rifiuta di rispondere o non riesce a sostenere il dialogo rischia di non superare l'esame, perché il colloquio diventa elemento centrale della valutazione complessiva.

Cambia anche il punto di partenza. Il colloquio non si aprirà più con un materiale-spunto scelto a sorpresa dalla commissione, ma con una riflessione personale del candidato, che dovrà mostrare di saper leggere il proprio percorso scolastico in modo critico e maturo. Da lì si svilupperà il dialogo sulle quattro discipline scelte come oggetto del colloquio, individuate dal Ministero entro il 31 gennaio.

Il ministro Giuseppe Valditara, con un messaggio video rivolto ai maturandi, ha invitato gli studenti a dimostrare spirito critico e autonomia, a essere intraprendenti e a gestire il colloquio con la consapevolezza delle proprie potenzialità. Un messaggio che, oltre al tono incoraggiante, ha anche un significato preciso: il nuovo orale chiede ai ragazzi di prendere in mano la conversazione, non di subirla.

Cosa aspettarsi dalle tracce

Sul totopreparazione, naturalmente, è già partita la corsa alle ipotesi. Tra gli autori più gettonati per la tipologia A figurano Giovanni Verga, Giovanni Pascoli, Giuseppe Ungaretti e Luigi Pirandello. Su Pirandello, in particolare, va ricordato che nel 2026 ricorrono i 90 anni dalla morte e i 100 anni dalla pubblicazione in volume di "Uno, nessuno e centomila". Per i testi argomentativi e i temi di attualità, tra gli argomenti più quotati ci sono i 40 anni dal Maxiprocesso di Palermo, i 25 anni dagli attentati dell'11 settembre 2001 (tema che può collegarsi anche a "La rabbia e l'orgoglio" di Oriana Fallaci, di cui ricorrono i 20 anni dalla morte) e l'intelligenza artificiale, con tutti i suoi riflessi su giovani, scuola, lavoro e sicurezza online.

Naturalmente si tratta solo di previsioni: le tracce reali resteranno chiuse nei file criptati delle segreterie fino al via ufficiale. Per oltre mezzo milione di studenti, il countdown è ormai entrato nelle ultime ore.

Fonti

Lascia un commento