Menaggio, falso profilo del prof su Instagram: denunciati e sospesi otto studenti del Vanoni

Un caso che riapre con forza il dibattito sul cyberbullismo contro i docenti scuote l'Istituto superiore Ezio Vanoni di Menaggio, sulle rive del lago di Como. Otto studenti, ragazzi e ragazze di età compresa tra i 14 e i 16 anni, sono stati denunciati alla Procura per i minorenni di Milano e sospesi dalla scuola per aver creato un falso profilo Instagram di un loro insegnante, usato per denigrarlo con la diffusione anche di foto private sottratte al docente.

Cosa è successo all'istituto Vanoni di Menaggio

La vicenda, emersa pubblicamente venerdì 12 giugno 2026, riguarda l'Istituto di istruzione superiore Vanoni, scuola di riferimento per l'Alto Lago. I carabinieri della stazione di Menaggio, al termine di un'indagine, hanno individuato gli otto studenti coinvolti nella creazione di un account fake su Instagram e di una chat parallela costruita appositamente per prendere di mira il professore. Le ipotesi di reato contestate dalla Procura per i minorenni di Milano sono pesanti: diffamazione aggravata, minacce e sostituzione di persona.

Secondo la ricostruzione, i ragazzini avevano aperto un finto profilo del docente utilizzando foto private sottratte in modo non autorizzato, per poi pubblicare materiale offensivo e denigratorio. Tra i contenuti diffusi, anche video pensati per umiliare l'insegnante davanti ai compagni di scuola e al pubblico dei social.

Come è partita l'indagine

L'input investigativo, stando alle informazioni emerse, sarebbe arrivato in due tempi: una prima segnalazione era giunta ai carabinieri durante un incontro sul cyberbullismo, poi è stato lo stesso docente a sporgere denuncia formale dopo aver scoperto l'esistenza del profilo fake. Da lì sono partiti gli accertamenti tecnici dei militari della stazione di Menaggio, che hanno permesso di risalire ai gestori dell'account e ai partecipanti alla chat parallela, fino a identificare gli otto minorenni.

Non è il primo episodio che riguarda l'istituto comasco: nei mesi scorsi un'altra indagine aveva coinvolto sei studenti per la diffusione, in una chat di classe, di contenuti pesantissimi, tra cui materiale a sfondo pedopornografico e immagini che inneggiavano al nazismo e schernivano la Shoah. Anche in quel caso le denunce erano arrivate alla Procura per i minorenni di Milano.

Le sanzioni disciplinari decise dalla scuola

Sul fronte scolastico, la dirigenza del Vanoni ha convocato Consigli di classe straordinari per valutare le posizioni dei singoli studenti coinvolti. Al termine delle riunioni sono arrivate le sanzioni disciplinari: sospensioni dall'attività didattica variabili da uno a dieci giorni, graduate in base al ruolo svolto da ciascuno dei ragazzi nella vicenda.

Una decisione che cade negli ultimi giorni di lezione dell'anno scolastico 2025/2026 e che, oltre al peso disciplinare, avrà inevitabili ricadute sulla valutazione finale: la riforma del voto in condotta, infatti, lega in modo molto stretto le sanzioni al giudizio sul comportamento e, nei casi più gravi, alla promozione stessa.

Cosa rischiano i minorenni sul piano penale

Sul fronte giudiziario, gli otto studenti sono ora indagati a piede libero. I reati contestati - diffamazione aggravata, minacce e sostituzione di persona - sono tutti procedibili e particolarmente rilevanti quando vengono commessi attraverso i social network.

La sostituzione di persona è prevista dall'articolo 494 del codice penale e punisce, con la reclusione fino a un anno, chi si sostituisce illegittimamente a un'altra persona per ingannare qualcuno. La Cassazione, con una giurisprudenza ormai consolidata, ha più volte chiarito che integra il reato la condotta di chi crea e utilizza un profilo su un social network usando l'effigie o i dati anagrafici di un altro soggetto, contrario o inconsapevole, per fargli ricadere addosso comportamenti o dichiarazioni non sue. È esattamente il quadro contestato ai ragazzi di Menaggio.

A ciò si somma la diffamazione aggravata dall'uso del mezzo di pubblicità (i social rientrano pienamente in questa categoria) e le minacce, anch'esse aggravate quando veicolate attraverso strumenti che ne amplificano la diffusione. Trattandosi di minori, la competenza è del Tribunale per i minorenni, che valuterà caso per caso: per gli infrasedicenni e per chi è imputabile (14 anni compiuti), gli esiti possono andare dalla messa alla prova al perdono giudiziale, fino a misure più incisive nei casi più gravi.

Il quadro normativo: la legge 71 del 2017 e le novità del 2024

La vicenda del Vanoni si inserisce in un contesto normativo che, negli ultimi anni, è stato profondamente aggiornato. La legge 29 maggio 2017, n. 71 è stata la prima a definire in modo specifico il cyberbullismo e a introdurre la possibilità, per il minore ultraquattordicenne vittima del fenomeno, di chiedere direttamente al gestore del sito o del social l'oscuramento, la rimozione o il blocco dei contenuti offensivi.

La legge n. 70 del 17 maggio 2024 ha ulteriormente rafforzato l'impianto, ampliando l'ambito di applicazione e potenziando il ruolo della scuola nella prevenzione, con percorsi di rieducazione e tavoli di coordinamento territoriali. Ogni istituto è tenuto ad adottare politiche di contrasto al bullismo e al cyberbullismo, a individuare un docente referente e a inserire nel regolamento sanzioni specifiche per chi compie atti vessatori online ai danni di compagni o di personale scolastico.

Cyberbullismo contro i docenti: un fenomeno in crescita

Il caso di Menaggio non è isolato. Negli ultimi anni si sono moltiplicati gli episodi di studenti che, attraverso profili falsi, chat di classe o video pubblicati su TikTok e Instagram, prendono di mira insegnanti, collaboratori scolastici e dirigenti. Il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha più volte richiamato l'attenzione delle famiglie sul tema, indicando nel rispetto del corpo docente uno dei pilastri della strategia ministeriale contro bullismo e cyberbullismo.

Proprio su questa scia è stata costruita la riforma del voto in condotta, diventata pienamente operativa nell'anno scolastico in corso con il DPR 134/2025 (modifiche allo Statuto delle studentesse e degli studenti) e il DPR 135/2025 (modifiche al regolamento sulla valutazione), pubblicati in Gazzetta Ufficiale il 25 settembre 2025 e in vigore dal 10 ottobre dello stesso anno. La nuova disciplina inasprisce le conseguenze del voto di condotta basso, fino a prevedere - alla scuola secondaria di secondo grado - la bocciatura con un 5 e una sospensione di giudizio con un 6, recuperabile solo attraverso un elaborato critico su temi di cittadinanza.

Famiglie, scuola e responsabilità educativa

La vicenda solleva interrogativi che vanno oltre la cronaca. Otto adolescenti, in un comune di poco più di tremila abitanti, hanno costruito in modo organizzato un'operazione di sistematica delegittimazione del proprio insegnante, sottraendogli foto private e diffondendole online. Difficile pensare che tutto questo possa essere accaduto senza una qualche forma di copertura - o quantomeno di disattenzione - da parte degli adulti di riferimento.

Per le famiglie il conto rischia di essere salato anche sul piano civilistico: i genitori dei minori, ai sensi dell'articolo 2048 del codice civile, rispondono dei danni cagionati dai figli per culpa in educando e in vigilando, e il docente offeso può chiedere il risarcimento del danno all'immagine e alla reputazione professionale. Una via che, nei casi più recenti di cyberbullismo contro insegnanti, è stata percorsa con esiti spesso significativi nei tribunali civili.

Per la scuola, infine, resta la sfida educativa più difficile: trasformare un episodio così grave in un'occasione di crescita per l'intera comunità scolastica, senza cedere né al giustizialismo né alla minimizzazione. Una sfida che, a partire dal prossimo settembre, l'Istituto Vanoni dovrà affrontare con tutti i suoi studenti.

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