Il reclutamento dei docenti entra in una fase decisiva. Tra l'avvio del quarto ciclo dei percorsi abilitanti, annunciato a metà giugno 2026, e la finestra per lo scioglimento della riserva nelle GPS aperta da lunedì 15 giugno 2026, le prossime settimane segneranno il destino professionale di decine di migliaia di insegnanti precari. Una doppia scadenza che si intreccia con le imminenti immissioni in ruolo per l'anno scolastico 2026/27 e che, per i possessori dei vecchi 24 CFU, rappresenta l'ultima vera possibilità di trasformare quei crediti in una abilitazione spendibile.
Quarto ciclo dei percorsi abilitanti: cosa cambia
Il Ministero dell'Università e della Ricerca si appresta a pubblicare il decreto che darà il via libera al quarto ciclo dei percorsi formativi per l'abilitazione all'insegnamento nella scuola secondaria. L'impianto, già consolidato nei cicli precedenti, resta sostanzialmente confermato e si articola in tre binari principali: il percorso completo da 60 CFU, pensato per laureati e laureandi che partono da zero; il percorso ridotto da 30 CFU, riservato ai cosiddetti triennalisti (chi ha maturato almeno tre anni di servizio negli ultimi cinque) e a chi ha già un'abilitazione su altra classe di concorso o un dottorato; infine il percorso da 36 CFU, che riguarda una platea ristretta ma cruciale.
Quest'ultima formula nasce proprio per chi negli anni passati aveva investito sui 24 CFU, il vecchio requisito per l'accesso alla docenza superato dalla riforma del reclutamento. I 36 crediti rappresentano infatti il completamento del percorso necessario a ottenere l'abilitazione piena, integrando i contenuti che il nuovo modello considera indispensabili rispetto a quelli previsti dal precedente impianto.
I 24 CFU verso la pensione: perché è l'ultima occasione
Il punto politicamente più sensibile riguarda proprio i possessori dei 24 CFU conseguiti entro il 31 ottobre 2022. Quella data non è casuale: rappresenta il termine ultimo fissato dalla normativa per il riconoscimento di quei crediti come titolo valido all'interno dei nuovi percorsi abilitanti. Chi li ha ottenuti entro quel giorno può ancora utilizzarli per accedere al percorso da 36 CFU, che permette di completare la formazione e arrivare all'abilitazione.
Secondo le ricostruzioni emerse nei giorni scorsi, il quarto ciclo costituirà l'ultima finestra utile per sfruttare questo canale. Dopo, i vecchi 24 CFU perderanno definitivamente ogni utilità ai fini abilitanti: niente percorsi agevolati, niente scorciatoie. Per chi non ha ancora colto l'occasione, dunque, si tratta di un appuntamento da non mancare, anche perché il percorso da 36 CFU è riservato pure agli ITP (insegnanti tecnico-pratici) non ancora abilitati e ai vincitori di concorso che avevano partecipato con il titolo di accesso integrato dai 24 crediti.
Sul fronte temporale, l'orientamento del Ministero punta a una data unica di conclusione dei corsi, in modo da consentire agli abilitati di sciogliere la riserva nelle graduatorie. La tempistica esatta dipenderà dalla pubblicazione del decreto e dai successivi bandi degli atenei, ma il quadro generale è stato delineato in queste ore dagli osservatori del settore.
I numeri del terzo ciclo e la macchina universitaria
Per capire la portata dell'operazione conviene guardare ai numeri del ciclo appena concluso. Il terzo ciclo, autorizzato con apposito decreto del MUR, aveva messo a disposizione 63.890 posti complessivi distribuiti tra atenei statali, non statali e istituzioni AFAM, suddivisi tra le diverse classi di concorso e tra i vari percorsi (60, 30 e 36 CFU). Il quarto ciclo dovrebbe muoversi su grandezze paragonabili, anche se la ripartizione finale sarà nota solo con la pubblicazione del decreto e degli allegati con la distribuzione dei posti per Università.
Nel frattempo gli atenei e le istituzioni AFAM stanno preparando le domande di accreditamento per l'anno accademico 2026/27, che dovranno essere presentate entro la metà di luglio 2026. La modalità didattica resta quella già sperimentata: una parte in presenza obbligatoria (almeno il 50% per i percorsi principali), il resto online sincrono, con tirocinio diretto e indiretto nelle scuole.
GPS, dal 15 giugno scioglimento della riserva
Parallelamente al fronte abilitazione si apre quello delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze. Dal 15 giugno 2026 e fino al 2 luglio 2026 sono disponibili sul portale del Ministero dell'Istruzione e del Merito le funzioni per lo scioglimento della riserva e la dichiarazione dei servizi nelle GPS valide per il biennio 2026/2028.
Lo scioglimento della riserva è il passaggio che consente agli aspiranti che si erano inseriti con riserva (perché in attesa del conseguimento del titolo abilitante, di specializzazione sul sostegno o di altri requisiti) di entrare a pieno titolo nelle graduatorie. Chi consegue il titolo entro le scadenze previste e presenta tempestivamente l'istanza vede convalidata la propria posizione e può essere convocato per supplenze e, soprattutto, per le immissioni in ruolo da GPS sostegno prima fascia previste per l'anno scolastico 2026/27.
Chi invece non riesce a conseguire il titolo o non presenta l'istanza entro il 2 luglio resta escluso dalle convocazioni a pieno titolo: la riserva non si trasforma in posizione utile e si rischia di scivolare in coda o di non poter beneficiare delle assunzioni previste. Per i candidati interessati la finestra è quindi stretta e va monitorata con attenzione, anche perché eventuali errori non potranno essere corretti dopo la chiusura della piattaforma.
Cosa devono fare adesso aspiranti docenti e precari
In sintesi, il calendario delle prossime settimane impone scelte rapide. Chi possiede i 24 CFU conseguiti entro il 31 ottobre 2022 dovrebbe valutare seriamente l'iscrizione al percorso da 36 CFU del quarto ciclo: si tratta, salvo nuove modifiche normative, dell'ultima occasione per capitalizzare un investimento formativo che altrimenti diventerà carta straccia.
Chi è inserito con riserva nelle GPS deve invece prepararsi a presentare l'istanza di scioglimento dal 15 giugno al 2 luglio 2026, allegando la documentazione relativa al titolo conseguito. Sul fronte sostegno, la procedura prevista dal decreto ministeriale di riferimento conferma anche per il 2026/27 il canale delle assunzioni dalla prima fascia GPS e la cosiddetta mini call veloce, strumenti che permettono di coprire i posti rimasti vacanti dopo le ordinarie immissioni in ruolo.
Per i laureati e laureandi senza titoli pregressi, infine, restano i percorsi da 60 CFU del quarto ciclo, mentre i triennalisti potranno puntare sui 30 CFU. In tutti i casi conviene seguire con attenzione i bandi dei singoli atenei: i posti sono a numero chiuso, le selezioni si svolgono per titoli ed eventuali prove, e nei cicli precedenti la domanda ha più volte superato l'offerta, soprattutto sulle classi di concorso più affollate.
Un sistema in continua evoluzione
L'avvio del quarto ciclo dei percorsi abilitanti conferma che il sistema di reclutamento disegnato dal PNRR e dai successivi interventi normativi è ormai a regime, ma resta segnato da continui aggiustamenti. Il superamento definitivo dei 24 CFU come titolo autonomo chiude un capitolo durato anni e apre la strada a un modello che vincola strettamente abilitazione, concorso e immissione in ruolo. Per le scuole significa la prospettiva di docenti formati con un percorso unitario; per i precari, la necessità di pianificare con anticipo formazione, costi e tempistiche, in un quadro normativo che cambia di anno in anno e che richiede attenzione costante alle scadenze ministeriali.
Fonti
- Ministero dell'Istruzione e del Merito (2026). Avviso prot. n. 15215 dell'11 giugno 2026 - Apertura funzioni telematiche scioglimento riserva GPS 2026/2028.
- Gazzetta Ufficiale (2023). DPCM 4 agosto 2023 - Definizione del percorso di formazione iniziale dei docenti delle scuole secondarie (60, 30 e 36 CFU).
