Cesena, striscione 'L'Italia agli italiani' al liceo Monti: Valditara entra nel caso a cinque giorni dalla Maturita'

A cinque giorni dall'inizio degli esami di Stato 2026, il caso del liceo classico Vincenzo Monti di Cesena arriva sul tavolo del ministro dell'Istruzione e del Merito. Due studenti, durante la festa di fine anno scolastico, hanno calato da una finestra dell'istituto uno striscione con la scritta L'Italia agli italiani. Il consiglio di classe ha deciso per un sei in condotta e l'obbligo di una tesina riparatoria, da svolgere prima della Maturita'. Una vicenda che, da semplice episodio scolastico locale, e' diventata in pochi giorni un caso politico nazionale, con interrogazioni in Parlamento, l'intervento del ministro Giuseppe Valditara e una richiesta formale di chiarimenti partita dal Ministero e dall'Ufficio Scolastico Regionale dell'Emilia-Romagna.

Cosa e' successo al liceo Monti di Cesena

I fatti risalgono all'ultimo giorno di scuola. Durante il raduno di fine anno, due studenti di una classe quinta hanno esposto dalla finestra dell'istituto lo striscione con lo slogan L'Italia agli italiani. L'episodio non e' passato inosservato: e' arrivata una ferma condanna da Pd, Fondamenta-Avs e Cgil, mentre l'assessora alla scuola Elena Baredi l'ha considerato un'offesa all'intera citta'. La dirigente scolastica, Maria Silvia Arcuti, ha preso le distanze dal gesto sottolineando come il liceo lavori da anni su percorsi di inclusione e cittadinanza. Il consiglio di classe ha quindi adottato due provvedimenti: il sei nel voto di comportamento e una tesina su temi legati al razzismo, da presentare durante l'esame.

Sui contenuti del lavoro assegnato si concentra buona parte della polemica. I temi indicati riguardano le leggi razziali, la Giornata del Ricordo e il saggio Gli africani siamo noi del genetista Guido Barbujani. Uno dei due ragazzi, intervistato dal Resto del Carlino, ha respinto l'accusa di razzismo, parlando di un gesto spontaneo e di una sproporzione tra l'intenzione del messaggio e la sanzione ricevuta.

L'intervento di Valditara: "Discrepanza tra regole violate e punizione"

Sul caso e' intervenuto il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, in un'intervista al quotidiano Il Giornale. Il ministro ha premesso un punto fermo, di natura istituzionale: nessun potere ministeriale sulla valutazione del singolo consiglio di classe. Resta, pero', la valutazione politica e culturale dell'accaduto, su cui Valditara ha scelto una posizione netta.

Secondo il ministro, la frase non incita all'odio razziale. "La frase l'Italia agli italiani e' la sintesi del pensiero di Mazzini, si ritrova testualmente in Carducci (Rendiamo l'Italia agli italiani), e' stata usata alla lettera anche dalla Destra di Storace, dalla Lega e da FdI", ha spiegato Valditara, che ha parlato di una discrepanza tra le regole effettivamente violate dai due ragazzi e la severita' del provvedimento. Diverso, ha aggiunto, sarebbe stato uno striscione di chiara matrice xenofoba o razzista.

Il ministro ha messo nel mirino in particolare l'oggetto della tesina riparatoria. "I temi che gli studenti dovranno approfondire e su cui saranno giudicati per valutare il loro ravvedimento non sembrano avere nulla a che fare con la questione del rispetto delle regole", ha sottolineato, indicando il rischio di uno sviamento di poteri: una sanzione formalmente disciplinare che, nei contenuti, finirebbe per assumere una funzione rieducativa di tipo ideologico.

La mossa formale: Ministero e Ufficio Scolastico Regionale chiedono chiarimenti

Alle parole del ministro si e' affiancata una mossa formale dell'amministrazione scolastica. L'Ufficio Scolastico Regionale dell'Emilia-Romagna si e' attivato per chiedere chiarimenti alla dirigenza del liceo Monti, in particolare sulla decisione di sanzionare i due studenti con un sei in condotta. La richiesta non riguarda solo il voto di comportamento, ma anche la natura e i contenuti della tesina riparatoria assegnata.

Nella nota inviata alla scuola, ripresa dalle cronache locali, si legge che "con riferimento a quanto avvenuto presso il Liceo Monti di Cesena, con particolare riguardo all'assegnazione della valutazione del comportamento pari a sei decimi a due studenti di classe quinta, si ritiene opportuno rappresentare quanto segue". Si tratta, in sostanza, di una richiesta di relazione: la dirigente dovra' illustrare la motivazione del voto, l'iter deliberativo del consiglio di classe e i criteri con cui sono stati individuati i temi della tesina.

Va sottolineato un aspetto giuridico spesso ignorato nel dibattito pubblico: le sanzioni disciplinari nelle scuole superiori sono regolate dallo Statuto delle studentesse e degli studenti (Dpr 249/1998, modificato dal Dpr 235/2007) e dal regolamento d'istituto. La valutazione del comportamento, in particolare per le classi quinte, ha effetti diretti sul credito scolastico e quindi sul punteggio finale di Maturita'. Per questo l'attenzione del Ministero su un sei in condotta a ridosso degli esami non e' una formalita': incide sull'esito concreto del percorso scolastico dei due ragazzi.

Il caso in Parlamento: le interrogazioni di FdI e Lega

Il caso era gia' approdato in Parlamento prima ancora dell'intervista di Valditara. Il deputato Jacopo Morrone, segretario della Lega Romagna, ha presentato un'interrogazione al ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara dopo le sanzioni decise nei confronti degli studenti, parlando di un clima da "caccia alle streghe".

Parallelamente si e' mossa Fratelli d'Italia. Alice Buonguerrieri, deputata di Fratelli d'Italia, ha annunciato un'interrogazione parlamentare per chiedere chiarimenti al ministro Valditara, dopo l'analoga iniziativa depositata in Regione Emilia-Romagna dai consiglieri Marta Evangelisti e Luca Pestelli. Nel testo dell'interrogazione si parla di "misure sproporzionate, inique e ideologiche che nulla hanno a che vedere con i principi di proporzionalita', gradualita' e finalita' educativa che devono guidare ogni intervento disciplinare".

La voce degli studenti e la posizione della scuola

Uno dei due studenti coinvolti ha scelto di parlare attraverso le pagine del Resto del Carlino, respingendo l'etichetta di razzista. Il ragazzo ha rivendicato la natura spontanea del gesto e ha criticato la tesina riparatoria, sostenendo che a Cesena, anche nelle scuole, esprimere posizioni in contrapposizione con la narrativa ufficiale finirebbe per essere punito. Ha annunciato che usera' proprio l'elaborato richiesto per spiegare le sue ragioni.

Dall'altra parte la dirigente Maria Silvia Arcuti ha ribadito l'identita' educativa del liceo classico cittadino. La dirigente scolastica, Maria Silvia Arcuti, e' amareggiata, perche' al Monti si fanno tante attivita' che vanno nella direzione dell'inclusione, esattamente il contrario del messaggio tossico mostrato. La scuola ha quindi inquadrato la sanzione come una risposta coerente con un'offerta formativa che punta da anni sull'educazione alla cittadinanza e sull'inclusione.

Cosa succede ora, a cinque giorni dalla Maturita' 2026

Il calendario stringe. La prima prova scritta dell'esame di Stato e' fissata per mercoledi' 17 giugno 2026 e coinvolge anche i due studenti sanzionati. Sul piatto restano diverse questioni aperte: la risposta che la dirigente Arcuti dovra' formalizzare all'Ufficio Scolastico Regionale; l'esito delle interrogazioni parlamentari di Lega e Fratelli d'Italia; il modo in cui i due ragazzi affronteranno il colloquio orale, dopo che la tesina riparatoria sui temi indicati dal consiglio di classe e' diventata oggetto di un confronto politico nazionale.

Sullo sfondo restano due nodi di fondo che vanno oltre il singolo episodio. Il primo riguarda i limiti e i criteri della discrezionalita' dei consigli di classe quando il voto in condotta incide sull'accesso all'esame e sul credito finale. Il secondo riguarda il confine, sempre piu' delicato, tra educazione civica, liberta' di espressione degli studenti e responsabilita' disciplinare della scuola. Un confine che il caso Monti di Cesena, alla vigilia della Maturita' 2026, ha portato dritto sulle scrivanie del Ministero di viale Trastevere.

Fonti

Lascia un commento