Si chiamano elenchi regionali e da settembre cambieranno il volto delle assunzioni nella scuola italiana. Gli Uffici Scolastici pubblicano gli elenchi regionali per il ruolo docenti 2026/27, costituiti ai sensi del DM n. 68 del 22 aprile 2026 e per i quali i candidati hanno presentato domanda entro il 25 maggio. Una procedura nuova di zecca, parallela ai concorsi PNRR, pensata per non lasciare scoperte le cattedre che ogni anno restano vuote, soprattutto al Nord, dopo lo scorrimento delle graduatorie tradizionali.
Cosa sono gli elenchi regionali e perché nascono
Gli elenchi regionali sono uno strumento di reclutamento aggiuntivo: non sostituiscono i concorsi e nemmeno le graduatorie a esaurimento, ma intervengono dopo, quando i posti autorizzati restano scoperti. Il Ministero li ha costituiti con il decreto ministeriale n. 68 del 22 aprile 2026, in attuazione dell'articolo 399, comma 3-ter, del Testo Unico della scuola, introdotto dal DL 45/2025 convertito nella legge 79/2025.
La logica è semplice: in molte regioni del Centro-Nord, i vincitori dei concorsi banditi negli ultimi anni non bastano a coprire le cattedre vacanti. Da qui la decisione di costruire una sorta di -bacino allargato- regionale, alimentato dai docenti idonei dei concorsi piĂ¹ recenti, a cui gli USR potranno attingere quando le graduatorie ordinarie risulteranno esaurite. Si tratta delle nuove graduatorie introdotte a partire dal prossimo anno scolastico al fine di coprire le cattedre rimaste vacanti attingendo agli idonei dei concorsi a cattedra banditi a partire dal 2020.
Le due sezioni: chi resta in regione e chi cambia
La struttura dell'elenco è uno degli aspetti piĂ¹ delicati, perchĂ© incide direttamente sulle possibilitĂ di assunzione. Ogni elenco si articola in due sezioni: la prima per chi ha chiesto l'inserimento nella stessa regione in cui ha superato il concorso, la seconda per chi ha scelto una regione diversa.
La regola d'oro è la precedenza assoluta della prima sezione. Chi rientra nella prima sezione precede i candidati della seconda, a paritĂ di tutto il resto. In pratica, un idoneo che ha vinto il concorso in Campania ma chiede l'inserimento in Lombardia finirĂ in coda rispetto a chi, in Lombardia, ha giĂ superato la prova locale. Un meccanismo che premia la stabilitĂ territoriale ma che, allo stesso tempo, lascia uno spiraglio per chi cerca un trasferimento immediato verso le regioni con piĂ¹ posti scoperti.
Ogni aspirante puĂ² indicare una sola regione, anche se ha titolo per piĂ¹ procedure. Chi partecipa per la stessa classe di concorso attraverso concorsi diversi sarĂ collocato considerando la procedura piĂ¹ vecchia.
Come vengono ordinate le graduatorie
L'ordine all'interno di ciascuna sezione segue criteri precisi, fissati dal DM 68 e affinati dalla normativa successiva. Il primo criterio sarĂ l'ordine cronologico delle procedure concorsuali, determinato in base alla data di pubblicazione del bando.
Significa che gli idonei dei concorsi piĂ¹ datati vengono prima di quelli dei concorsi piĂ¹ recenti: una scelta che tutela chi attende l'assunzione da piĂ¹ tempo. Solo a paritĂ di concorso entrano in gioco il punteggio della prova scritta sommato a quello dell'orale e, in seconda battuta, gli altri criteri previsti dalle norme.
Tra le novitĂ piĂ¹ rilevanti dell'iter di conversione c'è l'apertura agli idonei del concorso straordinario 2020. Sono ammessi anche gli idonei del concorso straordinario 2020 (DD n. 510/2020), che erano stati esclusi nelle precedenti disposizioni in merito agli elenchi. Una platea di insegnanti che, fino a pochi mesi fa, rischiava di restare fuori dai giochi.
La pubblicazione del 12 giugno 2026: regione per regione
Venerdì 12 giugno 2026 è la data simbolo dell'avvio operativo del sistema. Nel corso della giornata diversi USR hanno iniziato a pubblicare i propri elenchi, tra cui Piemonte, Umbria e Friuli Venezia Giulia, con un aggiornamento progressivo che proseguirà nelle settimane successive a copertura di tutte le regioni.
In parallelo, è stata diffusa anche la consistenza numerica delle graduatorie concorsuali ancora attive. Come previsto dall'articolo 4, comma 8, del DM n. 68, contestualmente all'apertura delle istanze, ciascun Ufficio Scolastico Regionale è tenuto a pubblicare, per ogni classe di concorso e tipologia di posto, la consistenza numerica delle graduatorie. Un dato fondamentale, perché consente a candidati e organizzazioni sindacali di stimare il margine di assunzione effettivo regione per regione, classe di concorso per classe di concorso.
Sempre nella giornata del 12 giugno è arrivato l'aggiornamento del file relativo al Lazio, una delle regioni piĂ¹ attese per via dell'elevato numero di posti residui e di candidati in graduatoria.
Il nodo PNRR3 e le cattedre del Nord
La nascita degli elenchi regionali non è una mossa burocratica fine a sé stessa. Risponde a un problema concreto: in molte regioni settentrionali, le graduatorie dei concorsi PNRR si stanno esaurendo prima ancora di coprire i posti autorizzati. Da qui la previsione, già contenuta nel quadro normativo delle immissioni 2026/27, che prevede lo scorrimento degli idonei.
Idonei concorsi PNRR1, PNRR2, PNRR3 entro il 30% dei posti banditi, a scorrimento su posti ancora vacanti, per un triennio. Una volta esaurita anche questa quota, gli USR potranno attingere agli elenchi regionali appena pubblicati per non lasciare scoperte le cattedre da settembre.
Cosa cambia per docenti, scuole e famiglie
Per gli aspiranti docenti, l'iscrizione negli elenchi rappresenta una seconda chance concreta: chi è idoneo ma non vincitore puĂ² comunque sperare nel ruolo, soprattutto se ha scelto una regione con molti posti scoperti. Gli elenchi regionali rappresentano un canale ulteriore da cui si potrĂ attingere per le assunzioni, una volta esaurite le procedure ordinarie previste per i concorsi.
Per le scuole, e di riflesso per le famiglie, la posta in gioco è la continuitĂ didattica: meno cattedre coperte da supplenti annuali significa piĂ¹ stabilitĂ per gli alunni, in particolare nei territori dove il turnover dei precari ha pesato negli ultimi anni sulla qualitĂ del servizio.
Resta perĂ² un avvertimento da non sottovalutare. Gli elenchi non producono assunzioni automatiche: si attiveranno solo se e quando i posti residui supereranno la capienza delle graduatorie ordinarie. Tradotto, in alcune regioni del Centro-Sud l'effetto pratico sarĂ limitato, mentre al Nord potrebbe davvero fare la differenza tra una classe scoperta e una cattedra assegnata in ruolo. Le prossime settimane, con l'attribuzione dei contingenti e l'avvio delle operazioni di nomina, diranno se la scommessa del DM 68 funzionerĂ davvero.
Fonti
- USR Piemonte (2026). Costituzione degli elenchi regionali di cui all'articolo 399, comma 3-ter, del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, per l'anno scolastico 2026/2027.
- Ministero dell'Istruzione e del Merito - USR Marche (2026). Decreto ministeriale n. 68 del 22 aprile 2026: pubblicazione della consistenza numerica delle graduatorie vigenti ai fini della costituzione degli elenchi regionali.
- USR Emilia-Romagna (2026). D.M. n. 68/2026 - Costituzione degli elenchi regionali a.s. 2026/2027.
- INPA (2026). Avviso D.M. 68 del 22 aprile 2026 - Costituzione degli elenchi regionali per l'a.s. 2026/2027.
- USR Puglia (2026). Invio D.M. n. 68 del 22 aprile 2026 - Costituzione degli elenchi regionali per l'anno scolastico 2026/2027.
