Maturità 2026, Giorda (MIM) ai 527mila maturandi: «Il colloquio non subitelo, gestitelo con autonomia»

A pochi giorni dall'avvio della Maturità 2026, il Ministero dell'Istruzione e del Merito torna a parlare direttamente ai candidati. Con un nuovo video diffuso sui canali social istituzionali tra sabato 13 e domenica 14 giugno 2026, Flaminia Giorda, Coordinatrice Nazionale del Servizio Ispettivo e della Struttura Tecnica degli Esami di Stato, si rivolge agli oltre 527mila studenti che giovedì 18 giugno 2026 inizieranno il primo esame di Stato profondamente riformato dalla cosiddetta riforma Valditara. Il messaggio è netto e va dritto al punto: «Il colloquio non va subìto, va gestito con autonomia».

Il messaggio del MIM: spirito critico, autonomia, intraprendenza

Il video è il terzo capitolo della mini-serie istituzionale pensata dal Ministero per accompagnare i maturandi nelle settimane decisive. Dopo gli interventi dedicati alla riflessione iniziale e alle prove scritte, Giorda si concentra ora esclusivamente sull'orale, la parte dell'esame più profondamente modificata rispetto allo scorso anno. La coordinatrice ricorda che il candidato non è chiamato soltanto a rispondere alle domande della commissione, ma deve costruire una parte significativa del proprio percorso d'esame, dimostrando spirito critico, intraprendenza e capacità di gestione dell'esposizione.

In altre parole, il maturando non è uno spettatore passivo: è il protagonista del colloquio. La commissione, naturalmente, conserva il potere di porre domande e chiedere approfondimenti, ma il filo conduttore deve essere costruito dallo studente. È un cambio di prospettiva culturale, prima ancora che procedurale: il MIM chiede ai ragazzi di mettersi in gioco, di scegliere, di argomentare. Niente schemi prefabbricati, niente percorsi imparati a memoria, niente discorsi recitati a pappagallo.

Come è cambiato l'orale: quattro materie scelte entro il 31 gennaio

La svolta più importante del 2026 è strutturale. L'orale ruota attorno alle quattro discipline individuate con apposito decreto ministeriale già nei mesi scorsi e comunicate ufficialmente entro il 31 gennaio 2026. Su queste quattro materie la commissione potrà concentrare domande e approfondimenti, mentre il candidato dovrà dimostrare di saperle padroneggiare e collegare in modo critico.

Il colloquio si apre con una riflessione personale del candidato a partire da un materiale predisposto dalla commissione (un testo, un documento, un'immagine, un problema). Da qui si sviluppa il dialogo, che tocca le quattro discipline d'indirizzo, il percorso di Educazione civica e l'esperienza dei PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e per l'Orientamento). Anche la griglia di valutazione è stata aggiornata: non si parla più di semplici «collegamenti», ma di «raccordi» tra le discipline, e compare un nuovo indicatore dedicato alla maturazione personale e alla capacità di rielaborazione critica.

Addio alla «scena muta»: una scelta che pesa

Il contesto in cui arriva il video di Giorda non è neutro. La riforma firmata dal ministro Giuseppe Valditara ha infatti cancellato la possibilità della cosiddetta «scena muta». Chi si rifiuta di sostenere l'orale, o si limita a tacere davanti alla commissione, rischia conseguenze molto serie: la prova orale è diventata di fatto obbligatoria e il candidato che non collabora può vedersi compromettere l'esito complessivo dell'esame, fino al rischio bocciatura.

È una risposta diretta ai casi simbolo degli scorsi anni, quando alcuni studenti scelsero il silenzio come forma di protesta contro un sistema scolastico ritenuto schiacciante. Il Ministero ha voluto chiudere quella porta: l'esame di Stato è prova di maturità, non palcoscenico per gesti dimostrativi. Da qui anche il tono delle parole di Giorda, che insiste sulla parola «gestire»: il colloquio è un'occasione, non un agguato.

Il calendario: dal 16 giugno alla seduta plenaria, poi via agli scritti

Le date ormai sono fissate. Martedì 16 giugno 2026 le commissioni si riuniscono in seduta plenaria per definire l'organizzazione delle prove e mettere a punto verbali e calendario dei colloqui. Giovedì 18 giugno 2026 si parte con la prima prova scritta, il tema di Italiano, uguale per tutti gli indirizzi. Venerdì 19 giugno 2026 tocca alla seconda prova scritta, differenziata per indirizzo: latino al Classico, matematica allo Scientifico, lingua straniera al Linguistico, e così via.

Dopo la correzione degli scritti partiranno i colloqui, organizzati secondo un calendario che ciascun candidato interno potrà consultare nell'area riservata del registro elettronico, mentre ai candidati esterni la convocazione viene comunicata via e-mail. Il punteggio massimo dell'orale resta fissato a 20 punti, all'interno di un voto finale che può arrivare a 100 (con eventuale lode).

Cosa significa davvero «gestire» il colloquio

Il consiglio di Giorda, dietro l'apparente semplicità, ha un peso concreto. «Gestire» il colloquio significa arrivare in commissione con una mappa mentale chiara delle proprie discipline, dei propri interessi e delle proprie esperienze. Significa essere in grado di scegliere quali raccordi proporre, quali letture personali offrire, quali esempi portare dalla propria esperienza di PCTO o di Educazione civica.

Significa, soprattutto, accettare di esporsi: prendere la parola, motivare un'opinione, sostenere un argomento anche di fronte a una domanda inattesa. È la differenza fra ripetere una lezione e dimostrare di aver capito perché quella lezione conta. È, in fondo, il senso stesso della parola «maturità».

I consigli pratici per i maturandi

  • Ripassare in profondità le quattro discipline indicate a gennaio, non in modo nozionistico ma per concetti chiave e collegamenti possibili.
  • Preparare una sintesi del proprio percorso di Educazione civica e dei PCTO, con esempi concreti da raccontare.
  • Allenarsi a parlare ad alta voce, magari con compagni o familiari, per gestire emotività e tempi dell'esposizione.
  • Evitare la memorizzazione meccanica: la commissione cerca capacità di rielaborazione, non recite a memoria.
  • Mostrarsi propositivi: quando si può, prendere l'iniziativa nel proporre collegamenti e letture personali.

Una serie di video per accompagnare l'esame

Il video dedicato all'orale chiude la trilogia istituzionale del MIM. Il primo, diffuso venerdì 12 giugno 2026, era dedicato alla riflessione iniziale e al senso complessivo dell'esame riformato. Il secondo, del 13 giugno 2026, ha fornito ai ragazzi indicazioni operative per affrontare le prove scritte, con un focus sull'analisi del testo della prima prova e sulla seconda prova d'indirizzo. Il terzo, quello sul colloquio, arriva nelle ore decisive della preparazione finale.

L'obiettivo dichiarato del Ministero è duplice: rassicurare gli studenti e, allo stesso tempo, fissare con chiarezza le regole del gioco. È la prima volta che la Maturità si presenta in questa veste, ed era prevedibile che si concentrasse molta attenzione comunicativa attorno alle nuove modalità. Per gli studenti, comunque, il messaggio è uno solo: presentarsi preparati, lucidi e disponibili al dialogo. Il resto, come ricorda Giorda, dipende dalla loro capacità di prendersi davvero la scena. Non per recitare un copione, ma per dimostrare di essere cresciuti.

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