La protesta sui libri di testo entra nel vivo proprio mentre la scuola italiana si prepara all'esame di Stato. A meno di settantadue ore dall'avvio della Maturità 2026, una lettera firmata dai docenti dell'Istituto Comprensivo Nichelino I, in provincia di Torino, ha messo nero su bianco un disagio che cova da settimane nei collegi di mezza Italia: i tetti di spesa fissati dal Ministero dell'Istruzione e del Merito per i manuali del prossimo anno scolastico sarebbero troppo bassi rispetto ai prezzi reali di copertina, costringendo i consigli di classe a tagliare volumi essenziali o a ripiegare sulle versioni digitali.
Cosa hanno scritto i docenti di Nichelino
La missiva, indirizzata al Ministero dell'Istruzione e del Merito e ai sindacati di categoria e resa pubblica venerdi' 13 giugno 2026, parte da un assunto semplice: la scelta dei libri di testo non e' una pratica amministrativa qualunque, ma una componente della liberta' di insegnamento garantita dalla Costituzione. Gli insegnanti dell'Istituto Comprensivo Nichelino I sostengono che vincolare le adozioni a criteri esclusivamente economici significhi comprimere l'autonomia professionale e, in ultima istanza, ridurre la qualita' dell'offerta formativa.
Nel documento i firmatari richiamano due principi costituzionali: l'articolo 33, che tutela la liberta' di insegnamento, e l'articolo 34, che sancisce il diritto allo studio. La denuncia e' netta: nessun accordo preventivo tra Ministero e case editrici ha accompagnato il provvedimento, e i nuovi limiti di spesa rischiano di tradursi in una rinuncia forzata a strumenti didattici giudicati indispensabili. A corredo della lettera, i docenti hanno allegato un elenco puntuale delle materie sacrificate per rientrare nei tetti: antologia, musica, storia, scienze, geografia e religione, in molti consigli di classe, sono state tagliate o ridotte alla sola versione digitale.
Il decreto del 31 marzo 2026 e i nuovi massimali
Il bersaglio della protesta e' la circolare numero 97152 del 31 marzo 2026, con cui il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha avviato le procedure di adozione per l'anno scolastico 2026/2027. Il provvedimento fornisce le istruzioni operative a collegi docenti e dirigenti scolastici e fissa le scadenze: i collegi avevano tempo fino alla seconda decade di maggio 2026 per deliberare, mentre le scelte dovevano essere comunicate sulla piattaforma dell'Associazione Italiana Editori entro l'8 giugno 2026. Una volta deliberate, le adozioni non possono piu' essere modificate ad anno scolastico iniziato.
Sul fronte economico, i massimali sono stati ritoccati applicando il tasso di inflazione programmata fissato dal Ministero dell'Economia e delle Finanze all'1,5% per il 2026. La base giuridica e' l'articolo 15, comma 3, lettera c) del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, come modificato dal decreto-legge 31 maggio 2024, n. 71, convertito con la legge 29 luglio 2024, n. 106. L'aggiornamento e' stato applicato ai valori gia' determinati con il decreto ministeriale 19 marzo 2025, n. 58.
I nuovi tetti di spesa in euro
Per la scuola secondaria di primo grado i nuovi tetti sono fissati a 303 euro per la prima classe, 121 euro per la seconda e 136 euro per la terza. Per la secondaria di secondo grado gli importi variano in base al percorso: al liceo classico e al liceo linguistico il primo anno arriva fino a 346 euro, la cifra che e' diventata il simbolo dell'intera polemica. Resta inoltre confermata la possibilita' per i collegi di superare i tetti entro il margine di flessibilita' previsto dalla normativa, ma molti istituti segnalano che nemmeno la deroga del 20% basta a coprire l'offerta editoriale aggiornata.
Il nodo delle Nuove Indicazioni Nazionali 2025
A complicare il quadro c'e' l'entrata in vigore delle Nuove Indicazioni Nazionali per il curricolo, definite dal decreto ministeriale n. 221 del 2025. Dal prossimo anno scolastico l'editoria dovra' adeguare i contenuti dei volumi destinati alle prime classi al nuovo impianto pedagogico, mentre per le altre annualita' i testi attualmente in uso continueranno fino al naturale esaurimento.
Qui si annida la contraddizione denunciata dai docenti: da un lato il Ministero chiede manuali rinnovati, coerenti con percorsi e obiettivi disciplinari del 2025; dall'altro fissa tetti di spesa che, in molti casi, non consentono di acquistare l'intera dotazione aggiornata. I firmatari di Nichelino chiedono per questo che i prezzi vengano calmierati attraverso un accordo diretto tra il Ministero e le case editrici, anziche' scaricare lo squilibrio sui collegi e, a cascata, sulle famiglie.
Una protesta che si allarga: da Torino a Bologna
Il caso Nichelino non e' isolato. Dal 12 giugno 2026 numerosi collegi docenti hanno iniziato a contestare apertamente i nuovi parametri. A Bologna la mobilitazione coinvolge circa 700 studenti delle classi prime degli istituti tecnici, oltre ad alcune classi della scuola primaria. In diversi istituti i collegi hanno scelto la cosiddetta adozione alternativa, prevista dalle norme sull'autonomia scolastica e sulla liberta' di insegnamento.
Si tratta di una pratica gia' diffusa, soprattutto alla primaria, che sostituisce i manuali tradizionali con strumenti diversi: narrativa, testi divulgativi, atlanti, dizionari, software didattici o percorsi costruiti direttamente dai docenti. Un modo per aggirare i tetti senza rinunciare alla qualita', ma che richiede investimento di tempo e una organizzazione interna non sempre alla portata di tutte le scuole.
Il digitale come soluzione? I prof dicono no
Uno dei punti piu' caldi del confronto riguarda il ruolo del digitale. Il Ministero indica nella progressiva digitalizzazione dei testi una delle leve per contenere i costi a carico delle famiglie. I docenti, pero', non sono convinti: la sostituzione di volumi cartacei con risorse digitali, sostengono, non garantisce automaticamente la stessa profondita' di studio e penalizza alcune fasce di studenti, in particolare quelle con minori strumenti tecnologici a casa.
Sul tema il ministro Giuseppe Valditara ha piu' volte ribadito l'importanza del libro cartaceo come strumento centrale dell'apprendimento, in particolare nei primi anni di scolarizzazione, prima del passaggio al tablet. Una posizione che, secondo i critici, stride con tetti di spesa giudicati troppo rigidi per garantire l'acquisto di tutti i manuali necessari nelle versioni tradizionali.
Il timing politico e il ruolo degli USR
La scelta di rendere pubblica la lettera proprio alla vigilia degli scritti della Maturita' 2026 ha un peso politico evidente. La pressione sul Ministero si gioca in un momento di massima visibilita' mediatica per la scuola, con esami, scrutini e gestione degli organici a tenere alta l'attenzione di famiglie e personale.
Sul piano operativo, gli Uffici Scolastici Regionali sono tenuti a vigilare affinche' le delibere di adozione rispettino i vincoli di legge, controllando il rispetto dei massimali da parte dei collegi. Allo stesso tempo, le scuole rivendicano l'autonomia delle proprie scelte didattiche, in equilibrio fra tetti di spesa, Nuove Indicazioni Nazionali e diritto allo studio.
Cosa rischiano le famiglie
Per genitori e studenti l'impatto e' duplice. Da un lato, il rispetto dei tetti dovrebbe contenere la spesa complessiva per il corredo scolastico; dall'altro, la denuncia dei docenti segnala che il contenimento avviene spesso a costo di rinunce sui contenuti. Vuol dire materie con un manuale ridotto, classi senza un'antologia di qualita', sussidi sostituiti da dispense o materiali digitali non sempre adeguati.
Il braccio di ferro non si chiudera' in pochi giorni. Le adozioni per il 2026/2027 sono ormai state caricate sulla piattaforma AIE entro la scadenza dell'8 giugno e non potranno essere modificate ad anno iniziato. La partita politica, invece, resta apertissima: la richiesta di un accordo nazionale tra Ministero e case editrici per calmierare i prezzi di copertina e' ora sul tavolo del Ministero dell'Istruzione e del Merito e dei sindacati di categoria, con la prospettiva di un autunno caldo sul fronte dell'editoria scolastica.
Fonti
- Ministero dell'Istruzione e del Merito (2026). Circolare n. 97152 del 31 marzo 2026 - Adozione dei libri di testo nelle scuole di ogni ordine e grado - anno scolastico 2026/2027.
- Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana (2026). Decreto Ministeriale 9 dicembre 2025, n. 221 - Regolamento recante Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo di istruzione.
- Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana (2024). Decreto-legge 31 maggio 2024, n. 71, convertito con legge 29 luglio 2024, n. 106.
